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Il chip spia mai trovato nei server Apple spinge Super Micro fuori dalla Cina

Il mondo della tecnologia e non solo ha tremato con il report di Bloomberg dei chip spia cinesi nei server Super Micro usati in Apple, Amazon e diverse altre realtà private e governative. Questa misteriosa componente non è mai stata trovata, ma ora Super Micro si allontana dalla Cina: il costruttore di server sta comunicando ai suoi fornitori di spostare la produzione fuori dalla Cina.

Tutto è cominciato nel mese di ottobre 2018 quando il report di Bloomberg sosteneva la presenza di chip spia cinesi nelle schede madri dei server Super Micro, componenti che avrebbero permesso l’accesso a praticamente qualsiasi dato elaborato e in transito, dalle decine di server farm di Apple, Amazon, enti governativi e basi militari.

Apple ha smentito il report prima con un comunicato stampa, poi con toni più accesi. Dopo aver effettuato approfonditi test interni in Apple che hanno escluso la presenza dei chip spia cinesi, sulla questione è intervenuto anche Tim Cook che ha richiesto a Businessweek di ritrattare tutto.

Bloomberg dice che la Cina spia Apple con un chip nei server. Apple risponde: “Tutto falso”.La testata statunitense non hai mai ritirato il report e la tesi esposta e non è più intervenuta sulla questione. Questo anche se approfonditi test indipendenti effettuati all’interno di Super Micro hanno ulteriormente e completamente escluso la presenza delle componenti pirata.

Ma se l’obiettivo del report era quello di generare timori e preoccupazioni, in un clima di relazioni tra USA e Cina in quei mesi già decisamente arroventato, ora arriva la conferma che l’obiettivo è stato raggiunto. Il costruttore di server USA chiede infatti ai suoi fornitori di spostare la produzione fuori dalla Cina, questo in risposta alle preoccupazioni sui rischi di cyber spionaggio.

Naturalmente non si tratta di un comunicato ufficiale ma da direttive captate tra gli addetti ai lavori, segnalate da Nikkei Asian Review. La richiesta ai fornitori deriverebbe a sua volta da esplicite richieste dei clienti Super Micro, soprattutto società che lavorano o hanno a che fare con enti governativi, non più disposte a impiegare server con schede madri costruite in Cina. Oltre a ridurre e abbandonare i costruttori cinesi, Super Micro starebbe anche potenziando la sua produzione interna.

Apple al Congresso USA «Mai trovato traccia» dei chip spia cinesi nei server

Secondo i dati di mercato Super Micro non sarebbe l’unico costruttore di server ad abbandonare progressivamente i costruttori di schede madri cinesi. Dati raccolti da DigiTimes Research indicano che nel 2017 circa il 90% delle schede madri impiegati in 13,9 milioni di server spediti nel mondo erano costruite in Cina. Nel 2018 questa percentuale è scesa a meno del 50% sui 15,2 milioni di server spediti nel globo.

Ricordiamo che la presenza del chip spia cinesi nei server è stata smentita non solo da Apple e Amazon ma anche dall’NSA statunitense e dal suo equivalente in Regno Unito, da numerosi esperti di server e di sicurezza.

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