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La recensione dell’hotspot portatile Tp-Link M7200 LTE

Siamo in una fase di cambiamento nel settore della telefonia mobile. È arrivata la concorrenza e il primo effetto è l’abbassamento dei prezzi o, se preferite, la moltiplicazione dei gigabyte disponibili, per aziende, professionisti e per privati.

Ci sono due soluzioni possibili: supercaricare di dati il proprio smartphone (meglio se dotato di doppia scheda sim: una per la voce e l’altra solo per i dati, peccato ancora l’iPhone non lo faccia anche se ci sono rumors che dicono che alcuni apparecchi che verranno presentati a settembre forse solo per il mercato asiatico potrebbero avere questa caratteristica) oppure dotarsi di un piccolo hotspot tascabile.

La recensione dell’hotspot portatile Tp-Link M7200 LTE

Tra tethering dal telefono e router wireless le motivazioni di scelta sono diverse. Per un collegamento al volo del computer il telefono basta e avanza. Ma quando le cose si fanno sistematicamente più complesse, con tutti i gadget da tenere online, il telefono non basta più.

Lo scopo di chi prende l’hotspot è gestire in maniera più fluida gli apparecchi che ci portiamo dietro: telefono, tablet, portatile, eventuali smartwatch e altri dispositivi connessi. Dieci dispositivi nella stessa nuvoletta, magari per una vacanza con la famiglia oppure per una riunione senza connettività con cinque o sei colleghi, o per un sopralluogo in area priva di connessione tradizionale.

Il Tp-Link M7200

Le compagnie telefoniche noleggiano gli hotspot ma con la concorrenza non conviene: si trovano prodotti ottimi a prezzo molto basso. Assieme al Nokia 8110 4G 2018 ho provato per l’estate il modello M7200 di Tp-Link: 67 euro su Amazon, fino a 10 dispositivi connessi, batteria da 2.000 mAh che sul campo ha retto per 8–9 ore di fila, gestione molto semplice con l’app tpMiFi (iOS nel mio caso ma anche Android oppure collegandosi via web locale). La connettività è da 3G fino a 4G: FDD/TDD-LTE da 150Mbps download e 50Mbps upload (cioè non è compatibile con il 4G+ da 300/600 Mbps), ed è invece compatibile con tutti gli apparecchi in giro che si possano connettere a una rete WiFi vecchia o nuova. Per quanto riguarda la possibilità di viaggiare, il router wifi si connette alle reti Umts e 4G di tutto il mondo, quindi è perfetto sia come strumento per la città che per viaggi all’estero (fuori Europa o in Svizzera, se non usate Fastweb come operatore) dove serve connessione magari con una sim locale.

Si ricarica con il cavetto micro-Usb, il suo wi-fi regge fino a 300 Mbps su 2,4 GHz (quindi anche vecchi dispositivi mobili) con standard 802.11b/g/n, con vari livelli possibili di cifratura Wpa2 e filtro delle connessioni. Dimensioni minime: 9,4 cm per 5,7 cm per 2 cm di spessore. Il modello in prova è privo di alloggiamento per scheda mini SD per fare storage condiviso nella rete locale.

Com’è fatto e come va il Tp-Link M7200

L’ho trovato piacevole al tatto, leggero, robusto, logico e semplice con un unico tasto on-off, tre indicatori (campo, batteria, trasmissione), uno slot per scheda sim e niente slot aggiuntivo per scheda di memoria SD (riservato a prodotti di fascia e costo superiore). La configurazione, tramite la app, secondo me è talmente banale che quasi non serve visto che la maggior parte degli APN sono precaricati. Nel caso (come è successo usando la scheda sim di Iliad) l’Apn non fosse già previsto, l’impostazione è molto semplice e veloce.

Ho trovato molto utile la possibilità di monitorare e gestire il traffico dati, segnando soglie, limitando la velocità e la portata. Difetti della app: la impossibilità di resettare la password di amministrazione se non fisicamente sul device (meglio casomai un recupero per email) e di aggiornare il firmware se non tramite il browser. Quello invece è possibile tramite accesso alla pagina web di amministrazione locale al consueto indirizzo 192.168.0.1.

Ho usato il router M7200 in campagna con la famiglia, in viaggio con colleghi, all’estero subito prima della partenza per le vacanze (Taiwan, Hong Kong e Usa con sim usa e getta taiwanese, di Hong Kong e di T-Mobile), per avere qualche giorno di connettività. Non riesco a trovare difetti seri a un apparecchio robusto e leggero, se non che la batteria potrebbe durare un po’ di più (magari superare le 10 ore) visto che le dimensioni non sono un limite, i tre led potrebbero essere più luminosi (di giorno si vede male soprattutto in fase di accensione, ma sono un tifoso delle soluzioni senza pannello Lcd perché consuma e rende più laborioso l’uso dell’apparecchio) e che forse in prospettiva uno spinotto Usb-C per la ricarica sarebbe stato più utile che non la vecchia micro-Usb.

Affidabilità, semplicità e costo molto basso secondo me sono il punto di forza dello M7200 di Tp-Link. L’apparecchio non ha problemi a funzionare anche con vecchie sim dati, occorre però fare attenzione perché lo slot per la sim, che è sotto la batteria, richiede le sim di formato “pieno”, le mini sim (il taglio più grande, immediatamente dopo quello di dimensione carta di credito), e occorre avere con sé degli adattatori micro e nano nel caso la nostra scheda dati sia già stata tagliata e ridotta ai minimi termini. Ho risolto senza problemi perché, in una piccola, vecchia scatolina di metallo per le caramelle di liquirizia, ho un set completo di adattatori sim, chiavette di metallo liquido per aprire iPhone e telefoni Android, e un paio di sim sempre pronte per quando sono in viaggio all’estero.

In conclusione

La modalità di lavoro di oggi oltretutto richiede molto spesso di connettersi con dispositivi aziendali da reti pubbliche, ad esempio in aeroporto o sul treno, e poter contare su un canale preferenziale di connessione, più sicuro perché passa direttamente dal computer all’hotspot e da questo al provider telefonico senza che nessun altro sia collegato alla stessa rete, alle volte è fondamentale per la sicurezza e in generale per l’affidabilità della connessione. Ma anche per la casa delle vacanze, per un fine settimana fuori porta in un AirBnB, per sfruttare magari una sim dati locali che non sia limitata ai pochi dati di roaming europeo, questa soluzione costa talmente poco che è quasi un peccato non usarla. La velocità che si ferma a 150 Mbps cioè 4g senza il “+” non è assolutamente un problema, viste le reali condizioni di utilizzo delle reti nostrane e delle velocità pratiche che si riescono concretamente a raggiungere.

Caratteristiche tecniche Tp-Link M7200:

  • Connessione 3G–4G massimo 150Mbps download, 50Mbps upload
  • 4G: FDD-LTE B1/B3/B7/B8/B20 (2100/1800/2600/900/800MHz) TDD-LTE B38/B40/B41 (2600/2300/2500MHz)
  • 3G: DC-HSPA+/HSPA+/HSPA/UMTS B1/B8 (2100/900MHz)
  • Wifi 802.11 a/b/g/n/ac
  • Frequenza: 2.4 GHz
  • Server DHCP, elenco client DHCP
  • Batteria interna ricaricabile da 2000 mAh
  • Peso: 49,9 g
  • Dimensioni: 9,4 x 5,7 x 2 cm
  • No LCD (Led: stato Wi-Fi, stato della connessione Internet, stato della batteria Standard)
  • 1 porta micro USB per alimentazione,
  • 1 slot per scheda SIM
Design
Facilità d'uso
Prestazioni
Qualità/Prezzo

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