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Apple: patto con la Cina sulla censura al Dalai Lama?

Nel negozio online britannico, nota la stampa internazionale, esistono una dozzina di applicazioni che fanno riferimenti più o meno diretti e quotano il Dalai Lama. si tratta di una delle sotto-categorie per lo “spirito” che più è diffusa, secondo alcuni esperti di applicazioni per iPhone. Ebbene, tutte queste applicazioni sono completamente assenti dal mercato cinese in cui l’iPhone si sta muovendo ormai da un paio di mesi.

Non c’è certezza che vi sia una censura diretta da parte di Apple. Non ci sono prove. Anche se il regime cinese pratica da sempre una chiusura totale nei confronti delle società  digitali occidentali che non accettino di bloccare i contenuti ritenuti pericolosi: per tutti gli esempi di Yahoo e Google, che filtrano i risultati dei loro motori di ricerca a favore di una versione priva di alcuni siti che inneggiano al Dalai Lama e alla dissidenza contro Pechino. Insomma, per Apple c’è un forte sospetto.

Potrebbe certamente essere un caso: potrebbe darsi che chi ha realizzato la dozzina di applicazioni con citazioni o frasi del Dalai Lama o che si richiamano esplicitamente al credo professato dal leader politico e religioso in esilio dal Tibet si siano dimenticate di registrarle per tutti i siti delle differenti versioni in cui è realizzato l’App store, compreso quella cinese. Dopotutto, succede anche con applicazioni a noi vicine: se si vuole comprare infatti l’applicazione gratuita realizzata ad esempio da Trenitalia, ProntoTreno, per l’acquisto dei biglietti online, si scopre che non è scaricabile da chi ha un account estero ovvero non italiano.

Però qui il caso è molto diverso. Il processo di approvazione delle applicazioni da parte di Apple è segreto e non viene spiegato al di là  delle linee guida in quali tappe e come venga realizzato il meccanismo. E per quanto riguarda la Cina, semplicemente le applicazioni del caso sono del tutto assenti. Vedremo nelle prossime settimane, man mano che la base di utenti in quel paese si allarga e che cresce l’attenzione anche verso questo aspetto del fenomeno.

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