Avatar AR con Meo, la prima app iOS che usa il Real Avatar SDK

La nuova tecnologia Real Avatar porta le persone all’interno di giochi e video AR, VR e 3D: le potenzialità mostrate con l’app Meo gratuita per iPhone e iPad

Avatar AR con Meo, la prima app iOS che usa il Real Avatar SDK

Presto il nostro volto potrebbe finire nel personaggio principale di un videogioco, in un videoclip oppure potrebbe essere applicato a quello di un manichino di un app di moda e bellezza per provare virtualmente abiti e cosmetici.

E’ quanto starebbe cercando di fare Meo, società sviluppatrice dell’omonima app per iOS che sfrutta la nuova tecnologia Real Avatar, capace di portare le persone reali all’interno di ambienti virtuali in Realtà Aumentata, Virtuale e 3D.

Basta installare l’app sul proprio iPhone o iPad (è distribuita gratuitamente su App Store) per rendersi conto delle potenzialità dell’app: sfruttando i sensori e la fotocamera anteriore dei dispositivi, il sistema sostanzialmente applica il volto dell’utente su soggetti virtualizzati all’interno di app e software.

Va di fatto oltre l’Animoji – che riconosce i movimenti facciali per riprodurli fedelmente su soggetti virtuali – in quanto il volto dell’utente viene traslato completamente all’interno dell’app. Meo è un’app di per sé banale in quanto permette di registrare brevi clip facendoci prendere il posto di una banana che balla, una fatina che danza o di un bambino gigante che schiaccia sotto il suo peso tutto ciò che lo circonda, rigorosamente all’interno dell’ambiente reale.

Avatar AR con Meo, la prima app iOS che usa il Real Avatar SDK

E’ un mix di Realtà Aumentata che però preannuncia un’implementazione più seria per il prossimo futuro. La stessa azienda sviluppatrice conferma che è in procinto di rilasciare il Real Avatar SDK per permettere ad aziende e sviluppatori di implementare facilmente tale tecnologia all’interno delle proprie app.

E così si darà il via ad una serie di software la cui applicazione quotidiana potrebbe essere potenzialmente più utile: non solo cioè per lo svago (immaginate di vedere il vostro volto applicato al personaggio tridimensionale del vostro videogioco preferito) ma anche in app di e-commerce, per misurare gli abiti in vendita o “provare” sulla propria pelle l’ultimo fondotinta lanciato sul mercato.