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Coronavirus, in Svizzera disponibile la prima app che sfrutta le API di Apple e Google

È stata lanciata nella Confederazione svizzera “SwissCovid“, la prima app in grado di sfruttare le interfacce di programmazione (API) di Apple e Google a supporto delle autorità sanitarie pubbliche per il monitoraggio del contatto con il COVID-19.

L’app, denominata “SwissCovid”, è disponibile in anteprima sul Google Play Store ma non ancora nell’App Store di Apple. “Con l’app SwissCovid”, si legge nella schermata introduttiva dell’app, “tutti possono contribuire a contenere la diffusione del nuovo coronavirus”. “L’app informa in caso di sospetto, così è possibile interrompere la catena di infezione”. La comunicazione tra dispositivi avviene in forma anonima, e “tutti i dati vengono criptati e salvati soltanto locamente sullo smartphone”. L’app riconosce automaticamente quando due utenti sono stati uno vicini all’altro per un certo tempo, e “utilizza soltanto Bluetooth Low Energy (BLE), non i dati GPS”.

L’app elvetica è un’app di proximity tracing, ossia tracciamento di prossimità. Nelle FAQ ufficiali (PDF) si legge che l’app raccoglie soltanto i dati relativi a episodi di contatto in cui l’utente si è trovato per breve tempo a meno di due metri di distanza da altri utenti dell’app. “Questi dati sono memorizzati in modo decentralizzato sulcellulare sotto forma di un identificativo crittografato per un periodo di 21 giorni, dopodiché sono cancellati in modo irreversibile. Non sono dunque scambiati dati personali, sulla posizione e sul dispositivo utilizzato”.

Coronavirus, in Svizzera la prima app che sfrutta le API di Apple e Google per le notifiche di esposizione

Ecco come funziona il tracciamento di prossimità con l’app Swiss PT

In caso di contatto, spigano ancora il Dipartimento federale DFI e l’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, i cellulari con l’app si scambiano soltanto un codice crittografato, che viene memorizzato localmente sui dispositivi e cancellato automaticamente dopo 21 giorni. Ciò vale sia per i dati salvati nella memoria locale del cellulare sia per le chiavi degli utenti infetti salvate sul server dell’Amministrazione federale. Disinstallando l’app, i dati memorizzati sul cellulare vengono automaticamente cancellati.

L’app SwissCovid non utilizza alcuna localizzazione satellitare. Non è dunque possibile risalire al luogo in cui si trova l’utente o il suo cellulare. Il Bluetooth Low Energy permette di stabilire soltanto se un dispositivo è vicino a un altro. Il Bluetooth dispone di tre livelli di riconoscimento della prossimità in modo da limitare il tracciamento dei contatti a quelli avvenuti alla distanza critica di circa due metri negli spazi pubblici.

Nelle FAQ si spiega ancora che Un’infezione può essere comunicata all’app soltanto dopo che è stata confermata in laboratorio. A conferma avvenuta, siriceve una telefonata dal servizio medico cantonale che fornira un codice che l’utebte può decidere di immettere nell’app.

Spetta dunque agli utenti stessi dell’app SwissCovid decidere se informare le persone che hanno incontrato di essere risultati positivi al test del coronavirus. Le persone risultate positive al test ricevono il codice Covid dal personale addetto alla gestione dei contatti (a seconda dei Cantoni, i collaboratori del tracciamento dei contatti cantonale, i medici, il personale medico specializzato o il medico cantonale) e lo immettono nell’app.

Le persone che vengono informate dall’app di avere avuto un contatto con una persona infetta sono libere di scegliere come reagire. L’app segnala il numero di un’infoline cui ci si può rivolgere per maggiori informazioni restando anonimi. “Sta a voi decidere se farne uso” si legge ancora nelle FAQ. “L’app raccomanda inoltre di fare l’autovalutazione sul coronavirus proposta in Internet o di chiedere consiglio a un medico e di mettersii volontariamente in quarantena se doveste sviluppare dei sintomi”.


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