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Crittografia: una legge di 225 anni fa potrebbe costringere Apple e Google alla resa

Un magistrato in USA ha richiesto a un costruttore di smartphone di contribuire allo sblocco di un terminale protetto con password e crittografia. L’esame del terminale è necessario per una indagine in corso su frodi perpetrate sui circuiti delle carte di credito ma, più importante, sembra che il misterioso costruttore possa essere Apple.

Si tratta dell’ultimo episodio nella diatriba scatenatasi tra il Dipartimento di Giustizia USA nei confronti di Apple e anche di Google. I due colossi hanno integrato una crittografia completa nelle ultime versioni dei propri sistemi operativi mobile, dichiarando che l’accesso risulta impossibile anche a loro perché le password degli utenti non sono memorizzate. Le lamentele del Dipartimento di Giustizia e delle forze dell’ordine sono state espresse durante incontri con dirigenti e rappresentanti legali dei colossi IT, in numerose dichiarazioni pubbliche infine anche con un esempio shock, quello del possibile rapimento di un bambino con la necessità di reperire rapidamente dati conservati nella memoria di uno smartphone per intervenire in tempo e salvare la vita. Un caso ipotetico ma verosimile sottoposto dal Dipartimento alle due società che sostengono a oltranza l’importanza della privacy degli utenti prima di tutto.

Veniamo ora al caso reale: per poter esaminare lo smartphone bloccato il giudice Gorenstein ha citato All Writs Act, una legge statunitense di 225 anni fa che concede ampi poteri alle autorità per svolgere i propri compiti. Il linguaggio utilizzato per la richiesta e l’indicazione esatta che si tratta del costruttore dello smarpthone porta il Wall Street Journal a ipotizzare che si tratta proprio di Apple, una delle pochissime società USA che si occupa sia dello sviluppo del sistema operativo e dei software, sia della costruzione dell’hardware. Agli esperti legali USA non è sfuggito un altro dettaglio: il giudice ha reso noto pubblicamente il ricorso all’All Writs Act: pur non costituendo un precedente, possibile solo con sentenze di livello più alto, la comunicazioni pubblica può essere impiegata da altri giudici che lavorano a casi simili. Dal ricevimento del mandato di perquisizione speciale, con la richiesta di contribuire allo sblocco del terminale, il costruttore ha 5 giorni di tempo per rispondere. Sentiremo ancora parlare di questo caso e soprattutto del tiro alla fune su crittografia, privacy e sicurezza scatenatosi tra il Dipartimento di Giustizia USA, Apple e Google.
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