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L’app che sta facendo litigare Apple e l’India

E’ da tempo che Apple cerca di accaparrarsi le simpatie del governo indiano per espandere la produzione e la diffusione di iPhone in quella regione, divenuta strategica per numerosi colossi tecnologici. Eppure, c’è una applicazione che sta facendo litigare le due parti. E’ tutta questione di privacy, dice Apple, che si mostra pronta al dialogo.

Circa 18 mesi fa, il governo indiano ha richiesto lo sviluppo di una applicazione iOS anti-spam, in grado di evitare telefonate moleste a tutti gli utenti. Un problema, in effetti, che si riscontra anche nel nostro paese. L’applicazione pubblicata senza problemi su Google Play Store in India, è invece stata rigettata da Apple, che ha ritenuto di non poterla pubblicare su App Store per questioni legate alla privacy. Ed infatti, l’applicativo in questione richiede, per il corretto funzionamento, l’accesso ai registri di chiamate e messaggi. Apple non può, e non vuole, concederlo. Al momento, il governo indiano sta pensando di intraprendere una azione legale contro Apple per costringerlo ad approvare l’app anti-spam. Non solo.

Dopo aver accusato Apple di essere una società contro i consumatori, il governo indiano sta pensando di far approvare leggi per obbligare Cupertino a collaborare. In questo modo, Apple verrebbe messa con le spalle al muro, rischiando di diventare una società “fuori legge” all’interno dei confini indiani. Ad ogni modo, la società della Mela ha già risposto di essere disponibile a un compromesso, offrendosi addirittura di contribuire nello sviluppo di una versione dell’app con funzionalità limitate. In ogni caso ormai da mesi, riferisce Reuters, la proposta sembra in fase di stallo.

Le due parti in causa non sembrano essersi incontrate più dal novembre scorso, e il regolatore indiano ha riferito nel gennaio scorso di essere ancora in attesa di “chiarimenti base” da parte di Apple, per capire esattamente quale sia la sua offerta in merito all’aiuto nello sviluppo dell’app. E’ certo che Apple ha riferito a Reuters che l’applicazione del governo indiano, così come proposta, viola le regole sulla privacy in vigore su App Store. Apple ha comunque evidenziato di voler continuare a collaborare con gli ingegneri del governo indiano per trovare una soluzione al problema.

Sembra, però, che l’India non abbia più intenzione di aspettare: il responsabile dell’Autorità delle telecomunicazioni dell’India (TRAI), RS Sharma, ha infatti minacciato di voler intraprendere le più opportune azione legali.

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