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I migliori libri per scoprire il Giappone visto dall’Italia

Una cosa è certa: questo è un periodo in cui l’Italia ama moltissimo il Giappone. Saggi, romanzi, racconti: oltre ai classici manga, i fumetti, e agli anime, i cartoni animati, la cultura giapponese è da tutte le parti, soprattutto in libreria.

E, sorpresa sorpresa, a differenza di quel che succedeva in passato, a parlarne (e a scriverne) adesso sono anche tanti italiani. Alcuni che vivono là, altri che lo visitano di frequente, altri ancora che ne hanno studiato la lingua e la cultura. Allora la chiave per leggere questa lista dei migliori libri di Macity è proprio questa: parliamo di Giappone visto dall’Italia e dagli italiani. E vediamo cosa ne viene fuori. Buona lettura.

Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.

migliori libri guida

 

Kokoro. Il Giappone tra pop e disincanto

Appena uscito, frutto del lavoro di una giovane influencer che ci vede lungo, Noemi Pelagalli. Un viaggio in Giappone attraverso le culture underground che si agitano sotto la superficie di composta bellezza. Per Noemi il Giappone è il Paese intellettualmente e artisticamente più stimolante, con il quale ha un rapporto viscerale. È l’unico posto al mondo in cui si senta a «casa», termine che implica una moltitudine di significati anche contrastanti, giacché non sempre casa è un posto felice e sicuro.

Il Giappone è un luogo estremamente complesso, e che proprio per questo vale la pena conoscere andando oltre le immagini tradizionali e a volte patinate che spesso noi occidentali cerchiamo e vogliamo vedere. Il libro prende le mosse da lontano, dalle radici del Giappone moderno, ma precipita nella contemporaneità attraverso un caleidoscopio coloratissimo di luoghi, quartieri, locali, mode, cucina, manga, anime, teatro, film, musica, libri e videogiochi che dalla seconda metà del Novecento hanno contribuito a creare l’anima pop di un paese incredibile, ipertecnologico e tradizionalista, gerarchizzato e ribelle, misurato ed eccessivo.

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La vita giapponese illustrata. Per sapere tutto sull’arte di vivere del Sol Levante

Laura Kié fa un lavoro davvero notevole assieme a Haruna Kishi. Un libro interamente illustrato, per sapere tutto sulla vita in Giappone! Dalle informazioni essenziali sulla vita quotidiana, passando attraverso cultura, arte, cucina, feste. Un invito alla scoperta dell’arte di vivere nipponica, per conoscere meglio questo paese affascinante.

Quali sono le norme del galateo e quali le gaffe da evitare? Quali le basi della lingua? Come è concepito un interno giapponese? Di quali tappe si compone la cerimonia del tè? Che aspetto hanno gli yokai, creature sovrannaturali della tradizione popolare? Che tecniche usano i lottatori di sumo? Come si ordina al ristorante, si beve una birra o un bicchiere di sakè? Come si paga al supermercato? Dove trovare i migliori onsen in cui rilassarsi? Qui troverete tutte le risposte in un solo colpo d’occhio. Un viaggio attraverso le immagini in uno dei Paesi più affascinanti del mondo.

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La cucina giapponese illustrata

Sempre la coppia Laura Kié con Haruna Kishi. Un libro interamente illustrato dedicato alla cucina giapponese! Attraverso ricette, aneddoti, storie, menù, usanze, tecniche, strumenti, ingredienti il lettore viene guidato alla scoperta di sapori e costumi del Sol Levante. Come si modella il sushi? Qual è la ricetta tradizionale della zuppa di miso? Quali sono le portate di un pasto giapponese? Quali sono i piatti tipici negli izakaya? Come si prepara il bento? In un solo sguardo tutte le risposte per conoscere, preparare, assaggiare la cucina nipponica con maggiore consapevolezza.

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Draghi, grattacieli e fiori di ciliegio: Passeggiate sentimentali tra Giappone, Cina e Corea: letteratura e cultura pop

Davide Donadio ci porta in giro in un Giappone alternativo e affascinante. L’Asia orientale, tra Giappone, Cina e Corea, è lo spazio immaginativo in cui l’autore è costantemente immerso da anni. Un rapporto più passionale che da studioso.

Entrambi i suoi due ultimi romanzi sono infatti stati scritti in soggiorni lunghi a Tokyo.
Questo libro è formato da un insieme di scritti eterogenei, nati in occasioni differenti, ma che hanno per filo conduttore le culture dell’Asia orientale, in particolare la letteratura e la cosiddetta cultura pop.

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Quaderni giapponesi (Vol. 1-3)

La storia dell’autore di fumetti italiano tra i più noti all’estero, Igort, è legata a doppio filo al Giappone. Dove ha vissuto, lavorato e che ha raccontato in tre “quaderni” molto importanti. Questo cofanetto raccoglie i tre volumi dei Quaderni giapponesi di Igort. I lavori raccontano facce diverse del prisma Giappone.

Nel primo volume, Igort racconta Tokyo e l’industria del manga. Il secondo volume è invece un’esplorazione della natura, sulle orme del poeta Basho. Nel terzo volume, Igort si misura con l’elemento oscuro e perturbante della cultura giapponese. Il diario del primo occidentale invitato in Giappone a scrivere e disegnare i suoi propri, originali, manga. Segreti e misteri del mondo del lavoro Made in Japan, nell’industria di immaginario più potente di sempre.

Con il metodo dell’osservatore curioso e partecipe, con taglio personale e autobiografico, Igort racconta e disegna i suoi incontri e collaborazioni con i grandi editor e autori dei manga, con registi, intellettuali, musicisti e scrittori. Dallo scambio illuminante con Miyazaki, il più grande animatore vivente, sino alla collaborazione quotidiana con i grandi editor di Kodansha, editore di Akira, Gon, Taniguchi e tanti altri capolavori giapponesi. Questi quaderni sono anche un saggio sull’estetica, un racconto utile per penetrare grandi figure di registi di genere come Suzuki Seijun, scrittori come Mishima o Kawabata, fino a giganti del fumetto come Tsuge, Maruo, Tatsumi, Shigeru Mizuki. Sulla scia dei ricordi, Igort apre tante finestre e suggestioni su un Giappone affascinante e nascosto.

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In cucina con gli anime giapponesi

La cucina rimane la strada principale che lega la “pancia” di noi italiani e dei nostri amici giapponesi. Due popoli legati dalla capacità di saper stare a tavola e che assegnano valori anche simbolici al desco e al convivio, nonché alla sua rappresentazione.

Massimiliano De Giovanni ha scritto un libro di cucina che insegna passo dopo passo come cucinare i piatti dei più famosi anime giapponesi. Ricette e consigli per cucinare i ramen di Naruto, i takoyaki di One Piece, l’okonomiyaki di Kiss me Licia, il tempura di Demon Slayer, il sushi di Detective Conan, i daifuku di Sailor Moon, i macarons dei Pokémon, i panini di Heidi, i dorayaki di Doraemon e tantissimi altri piatti visti in TV.

Finalmente le ricette dei più famosi anime giapponesi, ma anche le origini dei piatti e tutte le curiosità sulle serie più amate di ieri e di oggi: da Dragon Ball a L’incantevole Creamy da Inuyasha a Lamù.

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I colori del Giappone

Laura Imai Messina è diventata una autrice importante: partita dal niente, dalla sua valigia per andare in Giappone a studiare, trovare l’amore e sposare un uomo giapponese, con un piccolo blog ha saputo lentamente attirare l’attenzione su di sé e imporsi anche presso le grandi case editrici nostrane. Questo è un libro particolare, che sarebbe piaciuto a Umberto Eco per i suoi tanti piani di lettura e la cultura che sa raccogliere.

i che colore è la vaghezza? E qual è la differenza tra il grigio sopra le nubi e il grigio lama smussata? Quanto è buio il nero cecità? L’indaco di montagna, il marrone vento d’inverno, il bianco cielo con luna: tutto in Giappone ha un suo colore, perché col colore si può dire ogni cosa. Laura Imai Messina racconta il Giappone in un modo unico ed emozionante: attraverso i suoi colori. In un caleidoscopio di storie, leggende, tradizioni, e con le splendide illustrazioni di Barbara Baldi, questo libro ha la forza gentile e dirompente dei viaggi che ci cambiano lo sguardo.

«Cade la pioggia, sulla riva rocciosa di Jogashima / cade una pioggia color Rikyu», scrive il poeta Hakushu Kitahara: ma Sen no Rikyu è un antico maestro della cerimonia del tè vissuto molti secoli prima, come può una persona indicare una precisa sfumatura del grigio? E perché a un certo punto alcuni colori divennero «colori proibiti» appannaggio esclusivo della corte imperiale e come reagì la popolazione a quel «furto»?

O ancora: quante sfumature di un sentimento si possono comunicare attraverso la semplice scelta del colore della carta di un messaggio d’amore? Fra i tanti segreti che il Giappone tuttora conserva allo sguardo occidentale, c’è il suo straordinario rapporto con i colori. Color piume bagnate di corvo, color piume nere di gru, campo arido, cielo illuminato dalla luna, lama smussata: i nomi dei colori tradizionali del Giappone sono già un assaggio di poesia.

Tuttavia, quando scopriamo le storie, le tradizioni o le leggende che si nascondono dietro questi nomi, la meraviglia si moltiplica. Ognuno di essi (a cominciare dai fondamentali: grigio, bianco e nero) si porta dietro una storia che è parte della Storia del paese, della sua letteratura e della sua arte. Una ricchezza che arriva fino al presente. Quando poi a raccontare questo universo di infinita varietà è la penna di una scrittrice come Laura Imai Messina, i colori del Giappone riescono a illuminare angoli bui del cuore di ognuno con imprevedibili risonanze. Unendo la sua competenza di studiosa (e la conoscenza di prima mano della cultura giapponese) con le sue doti di narratrice, Laura Imai Messina scrive un libro unico e prezioso, un invito al viaggio e all’immaginazione, un romanzo epico i cui protagonisti sono i colori.

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100% Giappone

Appena uscito, già un caso. Le cose che il Giappone fa e che non sapevamo avesse fatto, dalle più incredibili (i biscotti fatti con le vespe, il vino che si beve con il cavolo) alle cose più naturali e scontate. Marco Mauro ha raccolto tutta al verità che volevamo conoscere sul Giappone.

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Un anno di Giappone – Autunno: Viaggi e pensieri nelle stagioni del paese celato

Valentina Sgambato racconta un anno passato in Giappone con una serie di libri emozionanti. Il primo volume delle quattro guide-romanzo attraverso le stagioni giapponesi, il racconto di Valentina che, in un momento delicato della sua vita, intraprende un viaggio nel paese amato per ritrovare se stessa tra i colori di un indimenticabile autunno.

Un cammino interiore che diviene romanzo e si fonde con la narrazione di un itinerario di 20 giorni tra città famose e luoghi celati, trasformandosi in una guida per svelare località meno turistiche, prodotti locali, cibi ed eventi stagionali, un’avventura per scoprire gli aspetti più caratteristici dell’autunno.

Di questi luoghi vengono raccontate la bellezza dei dettagli ritrovati e la continua meraviglia nascosta dietro l’angolo, in un percorso che è una guida al Giappone e al coraggio di afferrare la propria esistenza per farne il viaggio più bello in assoluto.

Ad arricchire i capitoli del romanzo, approfondimenti su aspetti culturali e luoghi, mappe e itinerari giornalieri, appunti e consigli di viaggio, oltre a contenuti multimediali esclusivi consultabili tramite codici QR.

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Giappone. Forse non tutti sanno che… Storie inedite, misteri e luoghi sconosciuti

Giornalista corrispondente dall’Asia e dal Giappone, Antonio Moscatello ha pubblicato una lunga serie di libri sul Giappone. Questo è ancora più interessante degli altri.

Aneddoti, curiosità e storie insolite sul Giappone, una fonte inesauribile di tesori. Il Giappone è il paese degli opposti: tradizione e modernità, spiritualità e tecnologia convivono fianco a fianco dando origine a una speciale alchimia. Il fascino che il paese del Sol Levante esercita sui visitatori è quello di un luogo privo di una specifica collocazione, situato in un tempo e in uno spazio quasi magici.

Gli scenari del Giappone appaiono come livelli di un videogioco: gli enormi schermi e i vestiti gotici delle ragazze; le torri futuristiche e i bar con karaoke; i boschetti di bamboo e le cime ghiacciate; ma anche i parchi e l’architettura shintoista. Eppure, il Giappone è qui e ora, concreto, a ricordarci che anche nelle grandi distanze ci sono punti di contatto e somiglianze.

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La neve di Yuzawa. Immagini dal Giappone

Maria Teresa Orsi e Fabio Sebastiano Tana raccontano un mondo straordinario. Un suggestivo viaggio che dai quartieri di Tokyo arriva ai luoghi più remoti del Giappone, alla scoperta di autori delle più diverse epoche: dalla dama di corte Murasaki Shikibu, autrice del Genji monogatari, sullo sfondo dei cedri gemelli del monte Hatsuse, all’iconoclasta Shibusawa Tatsuhiko, con il suo angolo delle Sei Vie, a Kyoto, dove si cela il pozzo che conduce agli inferi.

E poi naturalmente Mishima Yukio, Kawabata Yasunari e Tsushima Yuko, che riassumono le contraddizioni del secolo appena terminato, e i poeti degli ultimi decenni. Ventotto tappe che toccano sia i luoghi resi famosi da una citazione letteraria, sia altri meno noti: il laghetto all’interno dell’Università di Tokyo descritto da Natsume Soseki, il localino underground di Shinjuku reso famoso da Murakami Haruki, il lembo estremo delle Ryukyu, Hiroshima risorta dalle sue ceneri, l’isola di Sado rifugio dell’ibis crestato. Il costante intreccio di storia, realtà contemporanea e rappresentazione poetica e letteraria che ne deriva dà luogo a un’originale geografia culturale di una civiltà dai caratteri inimitabili.

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Sotto l’ombrello a Tokyo. Frammenti di vita giapponese

Il proseguimento ideale del viaggio iniziato da Maria Teresa Orsi e Fabio Sebastiano Tana, in un Giappone coltissimo eppure anche estremamente personale. In un continuo rincorrersi tra reminiscenze letterarie e percezioni cariche di soggettività, gli autori attraversano quello che definiscono «il loro Giappone»: non un quadro di insieme basato puramente su analisi distaccate e razionali, ma una sequenza di «frammenti di vita» che prendono spunto sia da oggetti quotidiani su cui è raro si soffermi l’attenzione, sia dalle icone della specifica realtà nipponica.

Il costante dialogo con scrittori e poeti giapponesi di ogni epoca va a costituire il collante tra gli uni e gli altri frammenti, approfondendone il significato o mostrandone aspetti insoliti, imprevedibili, talvolta perfino al di là del comune sentire.

Così da un lato ecco comparire ombrelli e libri usati, telenovele, biciclette e treni, dai più lenti e sferraglianti ai più veloci e silenziosi; dall’altro il mito di Butterfly, andando oltre Puccini e la sua musica, la sovrumana potenza delle montagne sacre, col Fuji in primo piano, le volpi e i gatti rivisitati dal folklore e dalle nuove tendenze, perfino Dante Alighieri riletto tanto dai più raffinati letterati quanto dagli autori di manga. Un viaggio senza meta ma con innumerevoli fermate, nel corso del quale c’è tempo e voglia di descrivere luoghi, avvenimenti storici, personaggi reali e immaginari.

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La guerra russo giapponese. 1904-1905

Un passaggio della storia oggi praticamente ignorato. Eppure, uno snodo centrale del Novecento e oltre raccontato da Francesco Dei. Lo scontro tra Impero giapponese e Impero russo scoppiò mentre le due potenze stavano affrontando un processo di mutamento. La guerra per la contesa della Manciuria e della Corea, Paesi nei quali si combatté, provocò un’accelerazione di tale moto in maniera del tutto irreversibile e imprevedibile.

Il Giappone, da poco uscito proprio dalla fase feudale, si stava finalmente avviando a divenire una grande potenza asiatica; viceversa in Russia si iniziava a manifestare una crescente opposizione al regime zarista che sfocerà nella rivoluzione del 1905, prodromo di quella ben più drammatica del 1917 e della successiva guerra civile. Il conflitto russo-giapponese del 1904-1905 si rivela particolarmente importante anche per comprendere le dinamiche e le problematiche strategiche e tattiche che saranno proprie delle guerre mondiali successive.

Il conflitto sembra fare da spartiacque con le esperienze belliche precedenti segnando un punto di svolta nella storia militare. Così, se rimanevano validi i principi della guerra ottocentesca, con divise sgargianti, attacchi a ranghi serrati ed estremo senso dell’onore, questi dovettero fare i conti con la modernità e i suoi potenti mezzi di distruzione. La guerra ebbe all’epoca una risonanza globale, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione (telefono e radio).

La comunicazione di massa fu dunque una caratteristica di questa guerra a cui si aggiunse la nuova capacità industriale di condurre il conflitto su una scala senza precedenti. In conclusione il libro si pone lo scopo di gettare un nuovo sguardo su un conflitto oscurato dalle successive guerre mondiali, ma che per un decennio (1904-1914) fu invece considerato il più importante evento militare per uomini, mezzi e strategie impiegate.

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L’uomo di Tsushima

La stessa storia, la stessa guerra, anzi un suo frammento, raccontato a fumetti dal genio di Bonvi. Qui infatti l’autore bolognese si traveste da Jack London per raccontare la tragica battaglia di Tsushima. Il grande autore realizza tavole di struggente bellezza sia quando narra della battaglia vera e propria sia quando introduce la storia con uno splendido prologo. A corredo del volume un ricco apparato redazionale a cura di Sofia Bonvicini e Luca Boschi sulla genesi di questo capolavoro del fumetto italiano.

C’è un terzo racconto di quella guerra, che è impossibile trovare: è l’instant book pubblicato all’inizio del Novecento da Luigi Barzini, grande inviato del Corriere della Sera, che racconta con lucidità quello scontro: Il Giappone in armi.

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Ore giapponesi

Il libro di Fosco Maraini che non può e non deve essere dimenticato. Un racconto straordinario a cavallo della guerra. Con una considerazione iniziale. Per molti aspetti il Giappone di oggi somiglia alla Svizzera: due Paesi nei quali tutto, dai treni alle poste, dagli alberghi ai negozi, dalle fabbriche, alle banche, alle università, funziona come un’orologeria mirabilmente oliata, che non conosce inceppi. Resta solo una grossa differenza: che la Svizzera non offre misteri, mentre il Giappone è misteriosissimo.

In un certo senso il Giappone guerresco e aggressivo degli anni Trenta e Quaranta era abbastanza trasparente e comprensibile; ma i giapponesi dei giorni nostri, i quali, dopo essere rimasti stesi a terra nel ’45, finiscono in meno di mezzo secolo per costruire una delle maggiori potenze industriali, commerciali e finanziarie del globo, pur non vantando il possesso di vasti territori né avendo a disposizione materie prime; ecco qualcosa che sfiora l’enigma, cha ha sapore di magia e d’occulto.

Soprattutto quando vediamo che gli artefici della straordinaria cavalcata ci si presentano in genere come individui anonimi, confusi nella folla con un fare spesso impacciato. Cosa li anima? Quali sono i loro segreti? Come conoscerli davvero? Come capirli? L’asse portante del libro è costituito dal racconto di una lunga e lenta peregrinazione attraverso il Giappone, effettuata in macchina a metà degli anni Cinquanta, in compagnia di giapponesi e di stranieri.

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Sul Giappone. Il Buscido e altri scritti

Questo breve libro è stato scritto da Giuseppe Tucci: è uno dei tre saggi scritti dal grande orientalista italiano, maestro di Folco Maraini, durante il Ventennio per far conoscere agli italiani gli usi ed i costumi dell’alleato giapponese. Questo è dedicato al codice del ‘Bushido’, la filosofia militare degli antichi Samurai.

“Questo libro – scrive Tucci – è nato dal desiderio di fornire ai lettori italiani un breve orientamento sulla complessità e ricchezza spirituale del popolo giapponese. Non che manchino anche in Italia buoni studi sul Giappone; non si contano davvero a decine, ma qualcheduno ce n’è: tuttavia o sono troppo particolari o tali che non tutti possono leggerli con uguale interesse e profitto.”

La figura dei Tucci, dei suoi viaggi in Asia, del suo studio del buddismo e delle religioni asiatiche, delle sue visite tra Tibet e Nepal, il lavoro sulla teoria e la pratica del Mandala. In filigrana anche in questo saggio compare il profilo di uno dei più grandi studiosi italiani, fondatore degli studi sull’Asia in Italia e purtroppo oggi quasi dimenticato.

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Ricordi d’arte e prigionia di Topazia Alliata

Infine, l’immancabile fuori sacco delle liste dei migliori libri di Macity. Toni Maraini, figlia di Fosco, sorella di Dacia, autrice di un memoria che è prezioso.

Una famiglia italiana in un campo di concentramento giapponese nel diario della madre, Donna Topazia Alliata, che fu allieva di Pippo Rizzo, amica di Guttuso ed esponente della scuola pittorica siciliana degli anni Trenta. L’8 settembre 1943 Topazia Alliata si trova a Kyoto insieme al marito Fosco Maraini. orientalista, antropologo e fotografo, e alle tre figlie bambine Dacia, Toni, future scrittrici, e Yuki.

Erano arrivati in Giappone nel 1938 quando il marito aveva vinto una borsa di studio per ricerca. Il viaggio offrì loro, antifascisti, l’occasione per sfuggire all’atmosfera opprimente del regime mussoliniano. Poi, la guerra. Dopo l’8 settembre, il rifiuto di aderire alla repubblica di Salò li condusse in campo di concentramento.

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Vita mia. Giappone, 1943. Memorie di una bambina italiana in un campo di prigionia

E chiude l’altra sorella, quella più famosa e affermata, che ha superato anche il padre. È il 1943, Dacia Maraini ha sette anni e vive in Giappone con i genitori e le sorelline Toni e Yuki. Suo padre, Fosco, insegna all’università di Kyoto, sua madre, Topazia Alliata, è felicemente integrata nel tessuto della città. Il sogno è la pace, si pensa che la guerra finirà presto.

Tutto precipita, invece, quando Fosco e Topazia decidono di non giurare fedeltà al governo nazifascista della Repubblica di Salò. La coppia e le figlie vengono portate in un campo di concentramento destinato ai traditori della patria. Per la famiglia Maraini iniziano gli anni più difficili della loro esistenza: con pochi grammi di riso al giorno, tra fame, malattie, attesa, gelo e vessazioni, dovranno imparare a sopravvivere rinchiusi in un luogo ostile insieme ad altri prigionieri.

Una delle voci più importanti della nostra narrativa torna in libreria con il suo libro più intimo, il racconto di un tempo terribile tenuto chiuso per decenni in un cassetto della memoria. In una cronaca vivida, dolorosa, commista a pagine di speranza, di incredulo stupore, attraverso gli occhi di una bambina ripercorriamo i lunghi mesi della prigionia di Dacia e dei Maraini nel campo giapponese. Per non dimenticare gli orrori del Novecento, e per celebrare il coraggio, la fedeltà alle idee, il rifiuto del razzismo di una famiglia che ha lasciato il segno nella Storia, e di chi come loro ha lottato per la libertà di tutti.

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