Home iGuida I migliori libri per studiare (e capire) le smart city

I migliori libri per studiare (e capire) le smart city

Le statistiche della Nazioni Unite sono chiare: il fenomeno sta accelerando. L’umanità sta raggruppandosi nelle grandi megalopoli, soprattutto nei paesi emergenti. Il risultato di quello che è stato definito “l’Antropocene” è che diventa sempre più critico creare infrastrutture capaci di supportare decine di milioni di persone, e contemporaneamente ridurre l’impatto ambientale dell’umanità e delle sue industrie. È una sfida quasi impossibile da vincere, soprattutto se non si sa come fare.

Eppure, ci sarebbe tanto da poter fare, una volta capito come sono fatte le città del futuro. Perché se è vero che oggi metà della popolazione mondiale vive in città e che nel 2050 saranno i tre quarti, la soluzione potrebbe essere costruire città smart. Vediamo cosa sono, però, quali problemi pongono, quali prospettive aprono e anche come si fa a costruirle.


La città. Da Babilonia alla smart city

Questo volume serve a inquadrare il fenomeno della città. Il lavoro di Cesare De Seta è unico, perché spiega chiaramente il percorso degli insediamenti attraverso la storia dell’umanità. Dagli antichi insediamenti della mezzaluna fertile, passando per i comuni italiani del Medioevo, la Firenze di Leon Battista Alberti e la Londra di Dickens, il libro racconta lo sviluppo nei secoli del concetto di “città”, e come esso sia costituito da un intreccio indissolubile di geografia, storia, economia e cultura, in cui giocano un ruolo determinante le aspirazioni e i timori di coloro che ci vivono. Il libro contestualizza il tutto e termina introducendo l’idea di città intelligente e quale impatto abbiano gli strumenti smart nella gestione degli spazio e delle relazioni sociali.

La città. Da Babilonia alla smart city

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Smart city (Farsi un’idea Vol. 233)

Il libro di Giuliana Dall’Ò fa parte di una collezione del Mulino che si ispira alla storia collection encyclopédique francese “Que sais-je?”. In questo breve libro l’autrice offre una visione semplice ma molto completa di cosa sia una smart city, quali possano essere le sue definizioni, quali qualità deve avere, quali casi virtuosi sono stati realizzati sinora e come si potrebbe fare perché le nostre città diventino più smart. Non è un Bignami, è un lavoro scientifico di divulgazione che mira alla chiarezza e alla completezza. Probabilmente l’affare migliore per saggiare il terreno delle smart city senza perdersi in volumi troppo complessi.

Smart city (Farsi un’idea Vol. 233)

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Tutto sulle Smart City

Cosa sono le smart city? La domanda apre la strada a molte riflessioni, alcune più tecniche e altre più generali. In questo libro si affronta il tema da un punto di vista interdisciplinare, tracciando una possibile idea di soluzione che tenga insieme l’aspetto sociale con quello econonico e quello ecologico. Quali risorse devono essere accessibili? Quali canali aperti? Quali si devono chiudere? La smart city è una soluzione che apre molte più domande e possibili futuri di quante risposte e certezze non trovi. In questo libro, breve e ben fatto, si apre il ventaglio delle ipotesi.

Tutto sulle Smart City

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Smart city, smart citizen

Altro libro breve, meno di 90 pagine, scritto da uno dei più famosi tra gli architetti italiani emergenti, cioè Carlo Ratti, in una serie di pubblicazioni “Meet the Media Guru” ideate e curate da Maria Grazia Mattei. Questa volta però lo sguardo è quello di una nuova idea di progettazione, che non parte dall’alto (come facevano i designer, gli ingegneri e soprattutto gli architetti, da Le Corbusier in avanti) ma dal basso, grazie alle reti e alla diffusione pervasiva della tecnologia. Idee che fanno discutere, ma che non si possono evitare.

Smart city, smart citizen

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Smart city. L’evoluzione di un’idea

Il volume del 2020 curato da Giuseppe Franco Ferrari affronta il problea di come sarà la prossima città e prende le mosse da un precedente lavoro del 2017. L’ottica, ancora una volta, è quella della multidisciplinarità, coordinata allo scopo di delineare il nuovo modello di città in un contesto sempre più caratterizzato da criticità ambientali connesse alla crescita dei consumi e alla scarsità di risorse. Lo scopo è, dunque, quello di offrire un contributo non soltanto teorico, ma soprattutto concreto per lo sviluppo di una nuova idea di città, che tenga conto di ogni aspetto: giuridico, economico, sociologico, territoriale, urbanistico e dell’ingegneria informatica e civile. Le voci sono molte e provengono da discipline diverse. Il tema è affascinante.

Smart city. L’evoluzione di un’idea

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Progettare la smart city. Dalla ricerca teorica alla dimensione pratica

Se abbiano visto la parte descrittiva e teorica sino a questo momento, ora vediamo quella più pratica e operativa. Come si progetta una smart city? Può sembrare una prospettiva non utile, ma nel libro di LUca Mora e Roberto Bolici emergono due consapevolezze. La prima è che conoscerne i meccanismi di costruzione e realizzazione delle smart city permette ai cittadini di giudicare il lavoro che la politica e la tecnica propongono. Inoltre, la seconda consapevolezza è che molto nasce anche a livello locale, di prossimità, e che una città può essere un po’ più smart anche se le case e i mezzi di trasporto privato si trasformano. Uno scenario di notevole interesse per l’Area della Tecnologia dell’Architettura, con un apporto determinante alla sua nascita e alla sua crescita. Il riferimento è alla disciplina della Progettazione Ambientale, dove è evidente una forte propensione per lo sviluppo e la sperimentazione di metodi e strumenti pianificatori, programmatici e operativi, per governare processi di trasformazione che interessano l’ambiente costruito nelle nuove forme di città e territorio.

Progettare la smart city. Dalla ricerca teorica alla dimensione pratica

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Dalla smart city alla smart land

Due intellettuali si confrontano con due problemi di fondo: Aldo Bonomi con il tema comunitario evolutiuvo nella rivoluzione dei territori attualmente in corso, e Roberto Masiero con quello dei processi di produzione. Il libro nasce dalla Fondazione Fabbri di Pieve di Soligo e offre spunti molto interessanti: il disfacimento delle logiche “localistiche” che ancora oggi dominano gli interventi a livello territoriale di singoli comuni o enti pubblici, che invece andrebbero pensati perlomeno a livello di “megalopoli diffusa”, come parte di una smart land. Per dare il senso di questa rivoluzione, oltre a guardare avanti, bisogna forse guardare al passato.

Dalla smart city alla smart land

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The City in History: Its Origins, Its Transformations, and Its Prospects

Lettura bonus per intenditori: quando si parla di città non si può non citare Lewis Mumford, il più importante studioso del settore. Purtroppo questo suo monumentale lavoro del 1968 non si trova più in edizione italiana da tempo. È un libro enorme, lunghissimo, ricchissimo, per molti versi superato dalla moderna ricerca urbanistica, ma per altri versi una fonte inesauribile di conoscenza. È scritto in maniera perfettamente comprensibile (a condizione ovviamente di conoscere molto bene l’inglese) perché Mumford apparteneva a quella vecchia generazione di studiosi colti ma comprensibili. L’opera è un lungo e colto excursus sulla città nel mondo Occidentale, dall’Antico Egitto al Medio Evo sino al Secondo dopoguerra.

The City in History: Its Origins, Its Transformations, and Its Prospects

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Le altre puntate di questa serie:

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