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Importante azionista chiede a Nintendo di sviluppare per smartphone e tablet

La strategia di Nintendo che vuole restare fuori dal mondo del mobile, ora è diventata meno difendibile. Contro ad essa si scaglia infatti anche Seth Fisher, il gestore di Oasis Investment, uno dei principali azionisti dell’azienda di Kyoto.

Secondo il Wall Street Journal, Fischer, senza mezzi termini, sollecita Nintendo a ripensare la decisione di restare fuori dagli store come Googkle Play e App Store, considerando la domanda dei consumatori e le aspettative dei fan e soprattutto il modo con cui oggi ci si avvicina ai giochi. Solo i fan di lunga data sono disposti ad uscire di casa per acquistare qualche cosa, mentre la maggior parte dell’utenza odierna non è più collegata a questi vecchi retaggi e richiede di poter acquistare in tutta rapidità prodotti digitali per le nuove piattaforme, quali smartphone e tablet. Lo stesso Fischer, inoltre, considera che l’ingresso di Nintendo nel mondo mobile potrebbe essere davvero semplice e quasi naturale, dato che il colosso videoludico è tra i principali fornitori di giochi casual. Insomma, questo genere di prodotti ben si adatterebbe al pubblico mobile.

Già in passato non sono mancate voci criche, per il mancato ingresso della casa di Kyoto nel palcoscenico video ludico di App Store e Google Play. Per anni, infatti, i fan hanno richiesto a gran voce a Nintendo di rilasciare giochi anche per le nuove piattaforme videoludiche, quali smartphone e tablet. La risposta di Nintendo, però, è stata sempre la stessa, ossia un netto rifiuto, giustificato dalla volontà di proteggere i propri marchi e di associarli soltanto a console prodotte internamente. Questa strategia, però, non sta portando ai  risultati speriati, visto che ad oggi le finanze del colosso video ludico sono in salute precaria, causa anche gli scarsi risultati ottenuti dall’ultima console rilasciata sul mercato, il WiiU.

In ogni caso, è difficile pensare che Nintendo possa rapidamente cambiare le proprie posizioni, anche se l’impressione è che l’azienda potrebbe essere costretta a cedere alle nuove frontiere, che si spostano sempre più verso smartphone e tablet. In fondo a Nintendo basterebbe guardare le proprie origini per capire che le cose cambiano; senza la capacità di adattamento e di interpretare la realtà in senso evolutivo, come si sarebbe potuta trasformare una azienda nata a fine ottocento per produrre giochi con le carte nel più influente colosso dell’intrattenimento digitale degli anni ’90?

 

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