La scuola digitale e i suoi Stati Generali a Bergamo tra bilanci e progetti

Il Piano Nazionale della Scuola Digitale ha solo un anno ma a Bergamo il 26 Maggio c'era l’occasione per una prima verifica della sua efficacia e un confronto per far crescere consapevolezza e abilità nel portare a scuola le tecnologie che i nostri figli sono abituati ad utilizzare nella vita di tutti i giorni.

Il Sindaco Gori introduce i lavori

Con lo smartphone ormai considerato una estensione naturale del nostro corpo parlare di carenza di strumenti tecnologici a scuola sembra un’assurdità ma il problema che si pone agli insegnanti finalmente entrati “programmaticamente” nell’era digitale con gli sforzi che sta facendo il Ministero dell’Istruzione con le sue iniziative sulle competenze e sugli animatori digitali è come trasporre una abilità che i ragazzi magari riservano al gioco e alla frequentazione dei social verso il piano dell’educazione, dell’apprendimento, della crescita culturale.

Bergamo è geograficamente un’area ricca dal punto di vista delle risorse ma anche delle idee ed è anche la patria di Dianora Bardi che con la sua pluriennale attività come ricercatrice e insegnante in quest’area della Lombardia ha portato l’ononimo metodo Bardi-ImparaDigitale o della Classe/scuola scomposta ad essere adottato da decine di scuole italiane.

Gli Stati Generali hanno rappresentato una sorta di benchmark e di confronto sul livello di implementazione del Piano per la Scuola Digitale rapportandosi con un territorio che crede moltissimo nelle tecnologie innovative e investe in risorse come il collegamento in fibra per i 55 plessi del comune, (rappresentato all’evento dal sindaco Giorgio Gori), la sede per ImparaDigitale e la formazione dei docenti alle tecnologie innovative.

L’impressione per chi arriva dall’esterno e ha occasione di colloquiare con gli insegnanti e i ragazzi delle scuole che attuano già da tempo il concetto della classe scomposta e della scuola scomposta  è che in realtà il termine “digitale” sia un po’ abusato e strizzi un po’ l’occhiolino ai trend social, allarmando più del dovuto coloro che temono la scomparsa dei testi classici, della lettura o dell’insegnamento dei fondamenti di storia, letteratura, filosofia per lasciare posto ad un mondo fatto di geek e startup, l’esatta replica del marketing comunicativo che si ciba di termini in inglese e di poca sostanza.

I ragazzi sono molto più concreti di quanto vengano raccontati dall’esterno e, se ben supportati, sanno usare la tecnologia in modo creativo e soprattutto sono in grado di esprimere se stessi confrontandosi non solo con i testi “sacri” del sapere ma anche tra loro. La prof di filosofia del Liceo Lussana ci mostra un video in cui a turno i ragazzi reinterpretano un classico della materia con un rappresentazione teatrale tradizionale una più moderna o con un Rap composto in autonomia ma ci fa notare che anche se l’attualizzazione è soggettiva è la lettura del testo, necessaria per creare un giudizio o una interpretazione, che resta significativa e la tecnologia aiuta non solo a cambiare il rapporto tra la cantilenante lettura in classe del docente e l’ascolto svogliato dell’alunno ma anche mettere in gioco le abilità e soprattutto lo spirito critico dei ragazzi.

Chiediamo all’Animatrice Digitale del Lussana quanto sia difficile, dal punto di vista organizzativo, gestire una scuola che ribalta il paradigma del rapporto docente-alunno anche dal punto vista “topografico” e lo porta all’estremo togliendo pure il confine fisico tra le aule: per passare dall’aula scomposta alla scuola scomposta non ci vogliono solo arredi adeguati ma anche spazi ampi e (de)strutturati e soprattutto la magia di combinare orari e disponibilità di tanti docenti fino a ieri non abituati a lavorare in un team allargato. Il Lussana è l’avanguardia italiana di questa metodologia e ci sono studenti che hanno compiuto un curriculum scolastico completo: i risultati in termini di preparazione per gli studi universitari sono eccellenti sia per l’acquisizione di una metodologia di studio sia per la crescita di uno spirito critico e soprattutto per l’acquisizione delle “competenze” in tantissimi campi che sono l’obiettivo della scuola di oggi.

La fondazione ImparaDigitale che è il motore e in qualche modo il megafono di questo approccio con una storia più che quinquennale sta portando avanti la sua battaglia e oltre al coinvolgimento di tante scuole che stanno utilizzando la metodologia ha l’appoggio del Ministero della Pubblica Istruzione, presente all’evento in forze, a testimonianza del rilievo che viene dato a questo nuovo modo di Insegnare.

ImparaDigitale gode di sponsorizzazioni d’eccellenza come quella di Fondazione Tim con cui ha presentato Curriculum Mapping,  gestione curriculare di docenti basata sulle competenze. ImparaDigitale sta portando da diversi mesi il “verbo” della classe scomposta in tutta Italia con una serie di manifestazioni, incontri e seminari che con la “Tablet School” e con gli eventi formativi cercano di far capire come l’utilizzo di uno strumento di accesso rapido alle informazioni e di creazione di contenuti non solo scritti messo in mano ai docenti e agli studenti sia in grado di mutare profondamente il processo educativo.

I ragazzi si presentano

Agli Stati Generali erano presenti tante scuole dell’area di Bergamo e ognuna con un piccolo grande lavoro di eccellenza: dal sistema di analisi dei dati della pressione arteriosa costruito in proprio, al drone “componibile”, al braccio robotico comandato vocalmente, alle attività di Coding At School, al rilievo del Gabinetto di Fisica del Liceo Sarpi eseguito con tecniche fotogrammetriche e di ricostruzione tridimensionale di un Istituto per Geometri agli esperimenti di stampa in fibra di carbonio.

Il Sindaco Gori introduce i lavori degli stati generali della scuola digitale

A supporto di molti progetti di tante scuole del bergamasco come fornitore di materiale Apple e pure Microsoft, c’è da tempo ed era presente all’evento Magnetic Media Network, l’Apple Solution Expert presentava qui la soluzione iParent, dedicata ai genitori dei ragazzi che frequentano gli istituti aderenti ad un progetto globale che cerca di portare in tutte le famiglie una dotazione standard, oltre al classico tablet, coerente con i progetti che la scuola sta portando avanti, acquistabile anche attraverso un finanziamento. Le scuole che aderiscono ottengono inoltre una formazione gratuita per i docenti. Tutta la proposta viene veicolata attraverso un portale web dedicato.

Macitynet ha partecipato anche ad uno dei tavoli di lavoro svoltisi nel pomeriggio a cui hanno aderito molti dei circa 1.300 presenti alla manifestazione: docenti e dirigenti e pure cittadini attivi e operatori commerciali e della comunicazione si sono confrontati su Scuola e Territorio, Bisogni Educativi speciali, Neuroscienze e dinamiche di apprendimento, Arte, Tecnologia e Creativa e ovviamente uno spazio dedicato alla nuova figura dell’Animatore Digitale.

Siamo ripartiti da Bergamo con una convinzione, una sorta di mantra che abbiamo sentito ripetere da tanti professori, ragazzi e pure da tanti dirigenti con una esperienza ormai pluriennale: il digitale nella scuola è un mezzo, non un fine; è uno strumento di crescita e di accelerazione che se da un lato affascina per il suo carattere innovativo, dall’altro richiede un’opera di discernimento e preparazione del corpo docente che non deve semplicemente introdurre una nuova tecnologia agli studenti ma cambiare il rapporto tra gli studenti stessi e gli strumenti di cui conoscono magari ogni dettaglio tecnico ma di cui ignorano tantissime delle potenzialità e delle capacità espressive utili alla propria crescita educativa.