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Il 2026 di Mac, tra ritorno dell’iBook e la svolta OLED e schermo touch

Abbiamo parlato di iPhone nel 2026, ma per il Mac? Per macchine che hanno dato vita alla leggenda di Apple, un po’ come per iPhone, si profila come un anno di transizione che spinge verso una rivoluzione che potrebbe anche arrivare già entro fine anno. Al centro dei 12 mesi ci sarà infatti essenzialmente la diffusione del processore M5 sull’intera gamma con qualche tocco trasformativo anche se non straordinariamente innovativo.

La diffusione di M5

La prima finestra, tra febbraio e marzo, dovrebbe vedere l’arrivo dei MacBook Pro da 14 pollici con M5 Pro e M5 Max, senza modifiche di design, affiancati dai MacBook Air da 13 e 15 pollici aggiornati al chip M5 standard. In entrambi i casi l’approccio è conservativo: stesso telaio, stessi display LCD e stesso layout introdotto nel 2022, con il chip come unico vero elemento di novità.

MacBook Air e MacBook Pro

In particolare il MacBook Air M5, atteso tra marzo e maggio, continuerà a rappresentare il punto di equilibrio tra portabilità, autonomia e prestazioni, ma con un salto tecnologico interno grazie al nuovo M5 realizzato sul processo produttivo 3 nm avanzato di TSMC (N3P/N3X). Rispetto alla serie M4, Apple dovrebbe introdurre acceleratori AI distribuiti su tutti i core GPU, con benefici evidenti per l’elaborazione on-device, il machine learning e i carichi multimediali più moderni.

I MacBook Pro attesi già a febbraio riceveranno invece le varianti M5 Pro e M5 Max nei formati da 14 e 16 pollici. Anche qui non sono previsti cambiamenti estetici rilevanti: Apple sembra intenzionata a concentrare l’intero aggiornamento sull’incremento delle prestazioni e sull’efficienza energetica, lasciando invariato un design che ha ancora ampio margine di vita commerciale.

I nuovi Mac Studio con processori M5 Ultra a metà 2026 - macitynet.it

I desktop a tarda primavera

Nel secondo trimestre, tra aprile e giugno, l’attenzione si sposterà sui desktop. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, Mac mini e Mac Studio riceveranno l’aggiornamento M5 a metà 2026, probabilmente in coincidenza con la WWDC. Il Mac mini dovrebbe essere disponibile con M5 e M5 Pro, mentre il Mac Studio ospiterà M5 Max e M5 Ultra, segnando la completa parità generazionale dell’offerta desktop.

Un elemento chiave di questa ondata sarà il supporto esteso a Thunderbolt 5 a 120 Gbps, una caratteristica che elimina molti dei colli di bottiglia storici nello storage esterno e nelle periferiche professionali. Non è solo un aggiornamento di connettività, ma un tassello fondamentale per ridefinire il ruolo del Mac Studio come macchina modulare di fatto.

In questo contesto non va escluso il ritorno di iMac Pro, questa volta come all-in-one di fascia molto alta, potenzialmente equipaggiato con M5 Max. Una soluzione pensata per offrire potenza da workstation in un formato integrato, più compatto rispetto ai desktop modulari tradizionali.

In parallelo, il 2026 potrebbe segnare definitivamente il tramonto del Mac Pro. L’aumento di potenza dei chip Ultra, l’espansione dell’offerta Mac Studio e l’eventuale ritorno di iMac Pro rendono sempre meno centrale il desktop modulare classico.

Nulla si conosce al momento di iMac M5. Fino ad oggi appare come una desaparecido anche nei rumors. Ma sappiamo che questa macchina si evolve e acquisisce novità più lentamente di altre. Non dovesse ricevere M5 sarebbe però una vera sorpresa.

MacBook low cost: il rtirono dell’Book

Il 2026 ha anche un outsidere, una macchina che non rientra in nessuna delle categorie attuali: dl MacBook entry-level, una sorta di ritorno dell’iBook di antica memoria

La sua specifica più importante quella che da sola vale un posto tra le novità top dell’anno sarà il processore. Dovrebbe essere costruito per la prima volta attorno a un chip della serie A, l’A18 Pro, lo stesso utilizzato sugli iPhone Pro.

Dal punto di vista hardware, il profilo sarà volutamente essenziale, proprio come lo era l’iBook in rapporto ai MacBook di molti anni fa: display LCD, poche porte, materiali meno costosi e configurazioni pensate per contenere il prezzo. Il processore garantirà però prestazioni single-core superiori a M1 e un comportamento nell’uso quotidiano paragonabile ai primi Mac con Apple Silicon.

MacBook economico - macitynet.it

Questa scelta va letta in chiave industriale. L’A18 Pro è un chip già ampiamente prodotto, efficiente e dotato di Neural Engine di ultima generazione, quindi pienamente compatibile con Apple Intelligence e con le prossime versioni di macOS. In cambio, Apple imporrà limiti coerenti con il pubblico di riferimento.

Questo MacBook, distinguibile anche per colori più vivaci e il cui lancio è atteso in primavera, non nasce per sostituire il MacBook Air, ma per abbassare in modo strutturale la soglia di accesso a macOS.

Nascerà essenzialmente per il mercato scolastico (americano) ma se i prezzi rumoreggiati (850 se non 800 euro) verranno rispettati, è possibile che raccolga interesse da un gran numero di clienti casalinghi orientati al consumo dei contenuti, un pubblico che oggi si rivolge ad iPad.

MacBook Pro M6 OLED e touchscreen: il ripensamento radicale

La vera svolta sull’estremo opposto della barricata di Cupertino e dell’intera piattaforma Mac è attesa più avanti: a seconda dei rumors a fine 2026 oppure inizio 2027. Parliamo dei MacBook Pro M6 OLED che appresenteranno il primo ripensamento radicale del design dai modelli M1 Pro e M1 Max del 2021.

Questi modelli dovrebbe integrare un display OLED Tandem, una tecnologia su cui Apple sta investendo in modo deciso, con doppio stack per migliorare luminosità, contrasto e durata nel tempo. Il salto rispetto agli attuali pannelli mini-LED riguarda anche l’efficienza energetica, elemento chiave per il nuovo design.

Ancora più significativo sarà l’arrivo del touchscreen su Mac. Il MacBook Pro M6 OLED dovrebbe essere il primo Mac a integrare questa funzione, utilizzando la tecnologia on-cell touch, che incorpora i sensori direttamente nel pannello.

Il design sarà più sottile e leggero, reso possibile anche dal salto architetturale del chip M6, atteso sul processo produttivo a 2 nm di TSMC. Questo consentirà ad Apple di ridurre il volume della batteria mantenendo autonomie elevate. La cerniera sarà rinforzata per supportare l’input tattile senza oscillazioni, mentre il notch dovrebbe lasciare spazio a un design punch hole per la fotocamera FaceTime.

Il MacBook Pro con schermo touch arriva tra un anno - macitynet.it

Secondo i leak, il touchscreen sarà riservato ai modelli M6 Pro e M6 Max, mentre la variante base M6 dovrebbe mantenere l’attuale Liquid Retina XDR. In ogni caso, il touch non sostituirà tastiera e trackpad, ma si affiancherà come strumento aggiuntivo per flussi di lavoro specifici.

I nuovi display Apple: più che semplici monitor

Nel 2026, in parallelo alla diffusione dei chip M5, Apple dovrebbe rinnovare anche la gamma dei display esterni. Le anticipazioni parlano di una nuova generazione di Studio Display e di possibili evoluzioni del Pro Display XDR, oggi sempre più distante dalle esigenze del pubblico professionale.

Le informazioni emerse dal codice di iOS e dalle indiscrezioni di Mark Gurman indicano almeno due progetti distinti, identificati internamente come J427 e J527.

Il salto generazionale riguarderà innanzitutto il pannello: mini-LED da 27 pollici con HDR e ProMotion fino a 120 Hz, caratteristiche ormai indispensabili per riallineare l’offerta Apple alle esigenze professionali.

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Dopo l’A13 del modello attuale, Apple potrebbe adottare un chip A19 o A19 Pro, trasformando il display in un nodo attivo capace di gestire elaborazione audio e video, funzioni evolute di Center Stage e integrazione diretta con Apple Intelligence.

In questa prospettiva, i nuovi display Apple smetterebbero di essere semplici monitor e diventano strumenti pensati per ricostruire un’offerta realmente innovativa per studi creativi e ambienti professionali.

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