OS X 10.11 El Capitan, la regressione di Utility Disco

Apple ha (volutamente?) dimenticato di integrare in Utility Disco di OS X 10.11 El Capitan, le funzioni per la gestione dei dischi RAID. È possibile gestire le unità RAID dal Terminale oppure ricorrere a utility a pagamento di terze parti

Con OS X 10.11, Apple ha deciso di riscrivere Utility Disco, l’applicazione che permette di gestire i dischi, inizializzarli in vari formati, creare partizioni, e nella mania di semplificare le cose, come spiega il sito Mac Performance Guide, ha (volutamente?) “dimenticato” di integrare la funzione che consente di creare facilmente volumi RAID (Redundant Array of Independent Disks). I set RAID, lo ricordiamo, permettono di incrementare le prestazioni e l’affidabilità in caso di malfunzionamento del disco, duplicando ad esempio i dati scritti su più dischi in modo che le informazioni vengano archiviate con ridondanza.

La possibilità di creare un set RAID duplicato, con striping o un set di dischi concatenati, non è del tutto scomparsa in OS X 10.11 ma bisogna fare affidamento al comando diskutil appleRAID del Terminale, meno semplice rispetto a quanto era possibile fare in precedenza e potenzialmente pericoloso, soprattutto quando si ha a che fare con molti dischi.

Alternativa al Terminale è ricorrere a SoftRAID, seria e affidabile soluzione di terze parti sviluppata dalla software house omonima che sin dal 1996 mette a disposizione una completissima utility dedicata, decisamente superiore a quanto offerto di serie da Apple ma offerta a pagamento (la versione più completa costa ben 174 euro). Gli sviluppatori di SoftRAID propongono la versione 5.1 dell’utility, completamente compatibile con OS X 10.11 El Capitan. Prima della fine di ottobre dovrebbe essere possibile acquistare la versione Lite di SoftRaid (limitata ma in grado di creare volumi quali RAID-0 e RAID-1) per 49 dollari, circa 44 euro.

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