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Processo Apple contro Samsung, no di Apple ai display con i simboli della rivale in aula

Samsung ed Apple si preparano al processo che dovrebbe prendere il via il prossimo 30 luglio e durante il quale si confronteranno sull’accusa lanciata da Cupertino contro la rivale coreana di avere copiato iPhone e alcuni brevetti intorno a cui è costruito il suo cellulare. In vista della prima seduta sono state inoltrate alcune richieste che, a prima vista, possono sembrare bizzarre ma che potrebbero contribuire a modificare l’approccio della giuria.

Una delle più curiose tra quelle citate da Florian Mueller, blogger esperto in brevetti e proprietà intellettuali, ce n’è una di Apple che chiede che siano coperti i simboli di Samsung sui dispositivi in uso nella sala di giudizio. Pare, infatti, che siano di produzione Samsung alcune apparecchiature multimediali e monitor usate dalla corte per proiettare le prove che saranno presentate in aula e questo, secondo Apple, potrebbe influenzare i giurati, indotti, consciamente o inconsciamente, a pensare che Samsung sia sostenuta dal governo americano.

Apple chiede anche che non siano usate come testimonianza in aula alcune frasi pronunciate da Jobs e citate nella sua biografia, in particolare le minacce di scatenare una guerra termonucleare contro il mondo Android; Cupertino non vuole neppure che si discuta delle condizioni di lavoro in Cina, non tanto, forse, per timore di polemiche sugli straordinari di Foxconn, ma per il fatto che teme che Samsung possa orientare la discussione sul fatto che i prodotti Apple siano sostanzialmente prodotti totalmente fuori dagli USA.

Samsung a sua volta chiede che non siano portati in giudizio brani da blog o siti scritti da non esperti in tecnologia, né le opinioni di autori, come Henry Urbach, che sottolineano l’importanza culturale di Apple né quella di Sanjay Sood che avrebbe affermato che Apple è nota per il suo design  e che il design è parte del suo DNA. Evidente, in questo caso, la volontà di evitare un’influenza sulla corte da parte di opinioni inerenti la supremazia di Apple nel contesto dello stile e della forma e la necessità da parte di altre aziende di seguire il suo trend. Questa infatti è una delle basi su cui si fonda l’accusa di Apple stessa.

Ricordiamo che al momento non è però certo che si arriverà effettivamente al processo; il 20 e 21 maggio i due amministratori delegati di Apple e Samunsung, su richiesta del giudice, dovranno sedersi intorno ad un tavolo per verificare la possibilità di un accordo mediato. A questo proposito, come sempre riferito da Florian Mueller, le due parti hanno presentato un documento congiunto che dovrebbe costituire la base per la discussione. Allo stato attuale delle cose il documento è in realtà solo una somma delle due rispettive e più che divergenti opionioni intorno alle quali, prima della data di inizio del processo, gli avvocati e i vertici delle due società proveranno a lavorare per chiudere la causa prima che essa entri nel vivo.

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