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Recensione QNAP TVS-682T, il primo NAS che parla e ha Thunderbolt 2

Che il QNAP TVS-682T sia un prodotto professionale lo si capisce sin da subito quando, fuori dalla scatola, si fa notare per la sua mole imponente: il modello da noi testato era capace di ospitare sino a 4 dischi meccanici e due unità Flash da 2,5”, oltre ovviamente a diverse unità esterne USB e, novità, anche due Thunderbolt 1 o 2.

Il fatto di mescolare le carte tra unità di rete e locali non è una novità per QNAP, già qualche mese fa ci era piaciuto molto il modello TS-251A, che oltre ai drive interni proponeva una porta USB 3.0 di tipo B, la stessa di un disco, permettendo di usare il NAS come un disco esterno locale: TVS-682T fa la stessa cosa, ma utilizzando la ben più veloce Thunderbolt 2.

Il che significa, tradotto in termini pratici, che è possibile utilizzare il TVS-682T come unità di memoria attiva anche in operazioni difficili come il montaggio di film in 4K, giusto per intenderci, una operazione che difficilmente si potrebbe fare usando un NAS di rete normale.

Ma la porta Thunderbolt non è l’unica nota positiva del prodotto, meglio cominciare dall’inizio.

TVS-682T, due è meglio di quattro

Come abbiamo detto la forma è importante, all’interno del singolo case ci stanno quattro Bay ad estrazione da 3,5” più due bay da 2,5” pensati per ospitare dischi Flash nella parte superiore.

L’alimentatore, interno, mostra la presa nella parte posteriore assieme a due ventole per il raffreddamento (probabilmente una per l’alimentazione e una per i dischi meccanici).

Sempre nella parte posteriore sono presenti anche quattro prese USB 3.0, tre HDMI per l’uscita video e quattro Ethernet Gigabit, più due ulteriori prese Gigabit 10GbE (per le quali però è necessaria una rete ad hoc) e le già menzionate prese Thunderbolt 2 (compatibili con Thunderbolt 1).

Nella parte frontale sono presenti il pulsante di accensione, le aperture per i bay ad estrazione e un connettore USB-A 3.0, più una serie di LED azzurri e rossi che indicano sia il funzionamento che l’attivazione di ogni singolo bay.

Il processo di accensione e prima installazione è abbastanza semplificato, praticamente ovvio se avete già utilizzanto un NAS di qualsiasi tipo perché il sistema operativo QTS è fatto molto bene, e sostanzialmente basta seguire le istruzioni sul browser per eseguire correttamente la prima installazione.

Per quanto riguarda la capacità interna, noi abbiamo utilizzato due dischi Western Digital RED da 6TB (non lesinate sulla qualità dei dischi e acquistate solo quelli adatti al NAS, come la serie RED).

Unitamente a questi, dato che c’era la possibilità di usare anche slot da 2,5”, abbiamo utilizzato anche due dischi SSD di AngelBird da 500GB della serie AVPro, un marchio poco conosciuto in Italia ma che già ci aveva ben impressionato con il nostro test sul disco esterno USB-C.

Le unità SSD di Angelbird sono di tipo Pro, quindi ideali da utilizzare in un modello adatto ad un contesto lavorativo come questo.

Nella prima configurazione abbiamo provato il TVS-682T canonicamente con i due dischi WD in modalità RAID 1, in modo da ottenere la ridondanza: questa è in effetti la configurazione più utilizzata per i NAS, sia casalinghi che da ufficio.

Da notare che il NAS ha iniziato la fase di ridondanza dei dischi in background, lasciandoci però operare sui dati in totale tranquillità: in questa configurazione i due dischi SSD sono stati utilizzati come cache dei dati, una funzionalità che QTS 4 permette in modo abbastanza agevole e che velocizza molto le operazioni più comuni sui dischi meccanici, in pratica dimezzando i tempi di attesa.

Oltre a questo, abbiamo effettuato una nuova configurazione, con i due dischi SSD come dischi principali, dove risiedeva il sistema operativo e i dati (in configurazione RAID 0, per la massima velocità e capienza).

In questa modalità il risultato è stato molto buono, nonostante si tratti di un disco esterno e non di un computer, la risposta ci ha sorpreso sia in termini di accesso ai vari documenti che per tutte le operazioni di routine come installazioni di App, cambi di stato e soprattutto per quello che riguarda la silenziosità, fatto che non è da sottovalutare considerate le porte Thunderbolt.

I dischi SSD AngelBird utilizzati per la prova

Il Saetta McQueen dei NAS

Del sistema QTS qui ne parliamo poco, perché abbiamo già divagato nelle precedenti recensioni, come nel caso del TS-251A, TS-228 e HS-251+: si stratta sostanzialmente di un sistema operativo molto aperto e gestibile via browser, con ottimi controlli dello stato del sistema e un App store molto fornito.

Le App a disposizione sono molte: oltre all’onnipresente Plex, abbiamo provato varie App per lo sviluppo, alcune per la sincronizzazione cloud e anche Transmission per lo scarico di un archivio via Torrent (ma attenzione, questa tecnica a lungo andare può danneggiare i dischi).

Ma ovviamente una delle curiosità maggiori nella prova di questo device di rete è senza dubbio la presenza di una connessione Thunderbolt 2, porta che sino a pochi mesi fa era la più veloce in assoluto non solo per il mondo Mac, ma in generale (prima dell’avvento della connessione Thunderbolt 3, su connettore USB-C).

Le due porte Thunderbolt

La porta, lo ricordiamo, è presente su tutti i Mac da diversi anni, sia in versione 1 (con velocità di 10Gbps) che 2 (20Gbps), quindi decisamente maggiore di un USB 3.0. Le due porte poste sul retro del TVS-682T offrono un doppio utilizzo: possono ospitare un disco Thunderbolt 1 o 2 e condividerlo in rete con tutti i Mac o PC connessi (che tra l’altro considerata la penuria di porte Thunderbolt nel mondo PC può essere anche una gran comodità), offrendo una velocità di trasmissione molto alta, anche se questo dipende dalla rete.

In alternativa, collegando il NAS con un cavo Thunderbolt al Mac, è possibile utilizzare proprio questo tipo di connessione al posto di quella di rete per dialogare con i dischi interni: in questo dobbiamo dire che il software QFinder Pro, scaricabile dal sito QNAP, fa un lavoro egregio anche se un po’ troppo prolisso di descrizioni.

Una volta eseguita la configurazione preliminare, infatti, il software è in grado di scansionare le porte attive e connettere i dischi tramite la connessione più veloce, anche se ne trova attive più di una (tipicamente la porta Ethernet, la porta Wi-Fi e quella Thunderbolt).

L’utente è comunque libero di connettersi al NAS nella maniera che più preferisce: ci sarebbe piaciuto provare anche la connessione di rete a 10 Gbps presente nelle due porte di rete a fianco di quelle Thunderbolt, ma avendo un router Gigabit, non ci è stato possibile sfruttarle al massimo.

Un aspetto curioso del funzionamento del NAS è che questo, di tanto in tanto… parla: una voce femminile sintetizzata infatti avvisa l’utente di alcune situazioni, come l’avvenuta accensione (o meglio, la fine della procedura di accensione, che con lo startup da SSD necessita di quasi un minuto), il collegamento o scollegamento di una unità esterna, e la procedura di spegnimento. Potrebbero esserci altre voci riguardanti diverse funzioni, che non abbiamo sperimentato.

La velocità rilevata utilizzando una connessione Thunderbolt 2 tra un MacBook Pro 13″ e il NAS avviato da dischi Flash

Considerazioni

Considerata l’estrema elasticità del prodotto nell’uso dei dischi meccanici e flash, la possibilità di essere utilizzato via rete o (quasi) come un disco locale Thunderbolt, il numero di porte che prevede una ridondanza molto grande e la potenza e maturità del sistema operativo le considerazioni sul prodotto non possono che essere più che positive.

Questo considerando anche il prezzo, che è sicuramente da prodotto di fascia alta e tarato per il mondo professionale, dove il tempo ha un costo e le prestazioni pure.

Qualche cosa di diverso ci sarebbe piaciuto, come una porta Thunderbolt frontale e un sistema di raffreddamento più silenzioso (specie se utilizzato vicino ad un Mac, con i dischi meccanici si fa sentire), ma si tratta di dettagli per un prodotto che, onestamente, ha pochi rivali sul mercato, per la maggior parte marchiati QNAP.

Potete trovare QNAP TVS-682T nei principali negozi di informatica, ma nel momento in cui scriviamo offre un forte sconto su Amazon.it.

Ricordiamo che il prodotto è venduto privo dei dischi (come da tradizione QNAP) in modo che l’utente possa personalizzarlo a piacere: nel nostro caso con due dischi Western Digital RED da 6TB e due unità flash AngelBird da 500GB della serie AVPro.

Design:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Facilità-d’uso:
4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)
Prestazioni:
4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)
Qualità/Prezzo:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Average:
4.3 out of 5 stars (4,3 / 5)

Pro:

  • In pratica è quasi come avere un disco fisso e un NAS assieme
  • L’utilizzo misto di dischi meccanici e flash offre il meglio dei due mondi
  • Il sistema operativo QTS è una garanzia

Contro:

  • Un po’ rumoroso
  • Avremmo gradito un connettore Thunderbolt frontale

Prezzo al netto: 2.146,00 Euro (privo di dischi interni)

Prezzo completo: 3.358,00 (in configurazione con due dischi WD Red da 6TB e 2 dischi 500GB AngelBird, come da recensione)

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