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Recensione Beats Fit Pro, beccatevi questi AirPods Pro

Non era facile. Ma con i Beats Fit Pro qualcuno alla fine ci è riuscito a fare auricolari migliori degli AirPods Pro. Ironia della sorte questi auricolari che suonano meglio e più a lungo, che calzano meglio e costano meno degli Airpods Pro, li fa sempre Apple. Se siete impazienti di capire perché pensiamo che i Beats Fit Pro siano migliori di tutti gli AirPods, inclusi i recenti Airpods 3, e perché pensiamo che siano gli auricolari che chi ha iPhone e per larga parte anche un Android, dovrebbe seriamente considerare come auricolari da acquistare, potete andare direttamente in fondo. Se volete le nostre argomentazioni, proseguite qui sotto.

Beats Fit Pro come sono fatti

I Beats Fit Pro arrivano a poca distanza dal lancio dei Beats Studio Buds di cui sono fin a primo sguardo parenti stretti: design e struttura sono gli stessi. Si tratta in tutti e due i casi modelli “in ear”, con funzione di cancellazione del rumore e modalità trasparenza, che sigillano il cavo auricolare con dei gommini (ce ne sono di tre misure a disposizione) e contano sulla struttura anatomica dello stesso cavo auricolare per stare in posizione. Dal punto di vista della struttura (funzionalmente e tecnicamente il discorso è diverso: i Fit Pro sono più sofisticati e complessi) c’è una sola differenza principale tra le Beats Studio Buds e Beats Fit Pro risiede nel fatto che questi ultimi hanno un gancio che entra nella conca dell’orecchio migliorando la stabilità.

Arrivano i Beats Fit Pro, beccatevi questo AirPods
Il contenuto della confezione

L’affinità tra Beats Studio Buds e Beats Fit Pro è determinata anche dal fatto che sia gli uni che gli altri auricolari sono costruiti con plastiche colorate. Quelle dei Beats Fit Pro hanno un paio di tinte più ricercate oltre al classico bianco e nero: viola ametista e grigio salvia. Visto che alla gente i colori piacciono e la monocromia (in bianco) degli AirPods non a tutti va giù, ecco un primo punto di vantaggio dei Beats Fit Pro rispetto ai concorrenti interni.

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I colori dei Beats Fit Pro

Tra gli altri dettagli costruttivi c’è la resistenza all’acqua (IPX4) ma non all’immersione né alla polvere. La specifica è la stessa degli Airpods Pro e sarebbe adeguata non fosse che in questo mondo tumultuoso degli auricolari molti concorrenti sono classificati come protetti dalla polvere e spesso anche all’immersione temporanea.

La custodia

Una nota sulla custodia che è più grande di quella degli AirPods Pro (per effetto sostanzialmente del gancio auricolare) ma non ha nulla a che vedere con quella gigantesca dei PowerBeats Pro. Sta piuttosto bene nella tasca dei pantaloni e non è neppure molto pesante. Non manca però qualche difetto: plastica leggerina e meccanismo di chiusura un po economico danno l’impressione di un accessorio realizzato puntando al risparmio.

Beats Fit Pro ergonomia

Abbiamo detto dei gommini di tre differenti dimensioni e del gancio per la conca. I primi sono uno standard per Beats (ed Apple) il secondo un tocco di genio. Nonostante, al contrario di quel che fanno molti concorrenti, il gancio sia fisso, svolge alla perfezione la sua funzione. Beats spiega di avere usato un catalogo di dati antropometrici per disegnare i Beats Fit Pro e di avere svolto intensivi test per arrivare a creare un prodotto che si adatta alle orecchie di tutte le dimensioni e forme.

In effetti anche correndo, saltando e scuotendo la testa non c’è modo di veder cadere gli auricolari che sono largamente più stabili degli Airpods Pro, per non dire degli AirPods 3. Per altro né il gancio né gli auricolari che entrano nel cavo dell’orecchio provocano fastidio anche dopo un utilizzo di diverse ore. La comodità e la stabilità sono quasi pari a quelle dei Powerbeats Pro che sono il “golden standard” in questi ambiti. Al momento possiamo dire che non abbiamo provato auricolari in ear più comodi dei Beats Fit Pro.

I controlli

Praticamente tutti gli auricolari Beats hanno almeno un tasto per controllare alcuni aspetti della riproduzione e i Beats Fit Pro non fanno eccezione. Dietro al logo con la classica “b” c’è un bottone con il quale si più avviare la riproduzione e gestire le telefonate in entrata e attivare o disattivare la modalità di soppressione del rumore; potremo anche personalizzare il significato della pressione lunga sul tasto, facendolo operare in alternativa per aumentare il volume.

Recensione Beats Fit Pro, beccatevi questo AirPods
Il punto dove si trova il tasto multifunzione dei Fit Pro

Non siamo alla perfezione della tecnologia dei PowerBeats Pro che hanno un bilanciere per il volume e un tasto per ciascun auricolare, ma visto che parliamo di auricolari molto più piccoli non c’è di che recriminare. Soprattutto qui abbiamo un vantaggio rispetto al faticoso e scomodo controllo touch degli AirPods con il loro bizzarro sistema “a strizzata” che oltre al resto non permette neppure di controllare il volume. Forse Apple potrebbe chiedere una consulenza agli ingegneri di Beats per capire come gestire i controlli di un paio di auricolari in ear…

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I Beats Fit Pro hanno un tasto per il controllo della musica

Come funzionano su iPhone e su Android

Dentro ai nuovi auricolari Beats c’è il chip H1, lo stesso che consente agli AirPods Pro e agli AirPods di operare in maniera così innovativa e integrata con gli gli iPhone. Per questo dal punto di vista funzionale non ci sono differenze tra gli AirPods e i Beats Fit Pro. Gli auricolari Beats passano automaticamente da un dispositivo Apple e all’altro, si sincronizzano via iCloud, hanno le funzioni di condivisione audio, supportano Hey Siri, offrono l’audio spaziale e si integrano con Dov’è. Su questa funzione c’è però un limite; non c’è il sistema di tracciamento di prossimità (presente negli Airpods 3 e Airpods Pro) che però potrebbe arrivare con un prossimo aggiornamento.

Ci sono poche differenze nell’uso dei Beats Fit Pro su Android rispetto ad iPhone. Chi ha un telefono Android perde solo la funzione di sincronizzazione tra dispositivi, l’audio spaziale e l’abbinamento rapido. Il resto deriva da un’ottima e chiara applicazione che consente di gestire personalizzazioni che in altri auricolari Apple sono consentiti solo a chi ha un iPhone. Qualche esempio: gestire le modalità di ascolto, fare il test di aderenza dei gommini, vedere la batteria della custodia e spegnere e accendere il rilevamento dell’auricolare.

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Tutte le differenze di funzionamento delle Beats Fit Pro tra un iPhone e un Android

La soppressione del rumore

I Beats Fit Pro proprio come gli AirPods Pro supportano la tecnologia di soppressione del rumore e la modalità trasparenza. Dipendendo dal chip H1 e basandosi su un sistema di analisi dell’ambiente, molto simile è anche l’efficacia è la stessa di quella degli AirPods Pro: distante da quella dei migliori concorrenti tra cui vale sempre la pena di citare il parametro assoluto in questo ambito, i Bose Quiet Comfort ma comunque buona. Nei fatti i Fit Pro non hanno difficoltà nell’annullare suoni su frequenza costante e con toni bassi. Sono un po’ meno efficienti sulle tonalità più alte e quando c’è una differenza di frequenze in atto come ad esempio una stanza con diverse voci e rumori che si sovrappongono. In questo caso ci si deve affidare al sigillo dei gommini.

In ogni caso il sistema, una volta tarato e una volta trovato il giusto gommino per chiudere il cavo auricolare, è decisamente superiore a quello mediocre degli Studio Buds e più che sufficiente per rendere maggiormente confortevole un viaggio in treno o in aereo. Soprattutto la soppressione del rumore è utile per sentire l’audio di un film mentre in casa funziona la lavastoviglie oppure un aspirapolvere diminuire il disturbo ambientale e ascoltare ad un volume più basso la musica cogliendone le varie sfumature e tonalità.

Impeccabile la modalità trasparenza che genera suoni naturali senza dare l’impressione di qualche cosa di artefatto come accade con alcuni concorrenti.

Come suonano

A proposito di musica eccoci al dunque: come suonano i Beats Fit Pro? La risposta è facile: molto bene. Se vogliamo ancora metterci di mezzo i principali concorrenti interni diremmo anche meglio degli AirPods Pro. I sistemi per la musica di Beats hanno da tempo lasciato da parte lo stile tutto imperniato sui bassi che segnava i primi prodotti nati dal genio imprenditoriale di Dr. Dre e di Jimmy Iovine. Da quando l’ingegnerizzazione è a cura di Apple si punta molto sull’equilibrio tra le varie tonalità pur non trascurando una certa controllata aggressività. È così anche per i Beats Fit Pro, capaci (anche grazie ad un nuovo trasduttore da 9,5mm di diametro) di produrre un suono dettagliato, ricco e definito che spazia dagli alti ai bassi senza mai eccedere, riuscendo anche a dare una spiccata dinamicità al suono. Il regno degli auricolari Beats sono i medi e i medio bassi, con risultati buoni anche sui bassi veri e propri; lo stile di musica che offre maggior soddisfazione è quindi il pop, ma anche rap ed hip-hop sono ben rappresentanti dai Beats Fit Pro che sono gli auricolari perfetti per la palestra.

La qualità complessiva del suono è del tutto paragonabile a quella dei PowerBeats Pro anche se forse questi ultimi fanno un pochino meglio nei bassi che riescono a gestire in maniera ottimale, controllandoli ma riuscendo ad arrivare su tonalità molto profonde. In compenso il suono dei Fit Pro è più raffinato e capace di offrirsi come piacevole ad un pubblico più vasto. Questo è anche merito del sistema di equalizzazione adattiva che troviamo qui come in tutti gli altri prodotti Apple. Niente personalizzazione diretta e “manuale” del suono, ma una tecnologia che adatta la musica alla forma del cavo auricolare.

Poco o nulla diremo della funzione Suono Spaziale. Ne abbiamo parlato ormai moltissime volte, l’ultima quando abbiamo scritto la nostra recensione degli AirPods 3. Nei Beats Fit Pro la qualità e l’effetto complessivo è lo stesso che si ricava da altri auricolari Apple. La novità, non solo di questo modello di Beats, è nel fatto che ora il suono spaziale opera anche quando si fanno le chiamate di gruppo con FaceTime. Un bonus in più per chi vive nell’ecosistema Apple.

Chiamate e conferenze

Se si parla di uso dei Beats Fit Pro per comunicare è forse qui che si trova un punto di svantaggio nei confronti degli AirPods. Pur avendo la stessa struttura a sei microfoni, (tre per auricolare) di cui cinque usati proprio per telefonare o per call video, degli iconici auricolari bianchi di Apple i risultati non offrono la stessa qualità. Il volume della voce è stato descritto dal nostro interlocutore come un po’ basso e non particolarmente definito forse per via del sistema di soppressione del rumore ambientale (per altro attutito ma non del tutto annullato) o forse per la forma dell’auricolare più compatta e differente da quella degli Airpods. In ogni caso non dovrebbe essere questo un fattore discriminante nell’acquisto dei Beats Fit Pro che non nascono per essere usati specificatamente per offrire il massimo nel contesto di una conferenza.

Autonomia

Un altro settore dove, invece, i Beats Fit Pro battono gli AirPods è nell’autonomia. Le specifiche ufficiali parlano di sei ore con la soppressione del rumore attiva e di 21 ore di funzionamento aggiuntivo grazie alla ricarica in custodia, quindi 27 ore senza ricorrere ad una presa. Nelle giornate in cui abbiamo potuto usare i Beats Fit Pro, possiamo dire che il dato si rispecchia nella realtà. Facendoli suonare per due ore, gli auricolari hanno consumato il 30% della batteria. In una terza ora hanno poi perso il 14%. Il risultato è eccellente se si pensa che il dato è pari a quello degli AirPods 3 che non hanno la soppressione attiva del rumore. Gli AirPods Pro con la soppressione del rumore attiva a stento arrivano a cinque ore. Sottolineiamo che i Beats Fit Pro hanno anche la funzione Fast Fuel che permette con cinque minuti di ricarica nella custodia di avere un’ora di autonomia aggiuntiva. Dal punto di vista della batteria restiamo molto distanti dai PowerBeat Pro (dieci ore abbondanti) ma siamo comunque nella fascia altissima di questo genere di auricolari.

Recensione Beats Fit Pro, beccatevi questo AirPods
I Fit Pro nella loro custodia per la ricarica

Ricarica

In questo capitolo dobbiamo aggiungere tre note sul sistema di ricarica. La prima di merito, la seconda di demerito la terza da lasciare in sospeso nel giudizio.

Il sistema di aggancio dentro alla custodia è praticamente perfetto: non una sola volta ha fallito l’attivazione del ripristino della batteria. Non è un aspetto relativo se si considera i problemi che, invece, in questo senso danno i PowerBeats Pro che nel 50% dei casi devono essere sistemati accuratamente e controllati per evitare di trovarsi a sorpresa senza auricolari ricaricati.

Meno positivamente si deve invece giudicare il fatto che non c’è la ricarica wireless. Non siamo dei fan assoluti di questo sistema di ripristino della batteria ma visto che Apple l’ha messo ormai ovunque investendo anche su una tecnologia come MagSafe, la giustificazione di Beats che ci spiega di non averlo introdotto per questioni di dimensioni della custodia e di costi, non è particolarmente solida.

Infine c’è la questione che riguarda la presa di ricarica, una USB-C. Si tratta di una mano tesa verso il mondo Android ma di uno svantaggio per gli utilizzatori di prodotti Apple costretti a ricorrere ad un secondo e differente cavo per ricaricare i Beats Fit Pro. Personalmente troviamo questa scelta scomoda ma in determinati contesti che forse in futuro potrebbero diventare più numerosi è un vantaggio.

Recensione Beats Fit Pro, beccatevi questo AirPods
Gommini e il cavo di ricarica USB-C

In conclusione

Tutto quello che abbiamo scritto potrebbe essere sintetizzato ripetendo quel che abbiamo detto in apertura: Apple ha messo in commercio una versione migliorata degli AirPods. I Beats Fit Pro non solo fanno praticamente tutto quello che di cui sono capaci i concorrenti Apple, dall’audio spaziale al perfetto sistema di attivazione e disattivazione con rilevamento della pelle, ma sono molto più comodi e molto più stabili, hanno un design meno noioso, usano un sistema di controllo che permette anche di gestire il volume, suonano leggermente meglio e più a lungo. Si possono usare in maniera affidabile in palestra, per il jogging e la corsa in bicicletta come per un viaggio in treno o in aereo. L’unico punto di svantaggio rispetto agli auricolari con il marchio Apple è la mancanza di un sistema di ricarica wireless che però potrebbe non essere importante per tutti.

Recensione Beats Fit Pro, beccatevi questo AirPods
Beats Fit Pro contro AirPods Pro; il vincitore è…

In definitiva non c’è alcun dubbio che al momento dal punto di vista razionale (emozionalmente le cose potrebbero essere diverse) nessuno dovrebbe comprare gli AirPods 3 che costano 30 euro meno ma perdono il confronto su tutti i fronti in particolare mancano della soppressione del rumore e risultano molto più instabili e scomodi. Ma anche chi stesse pensando di comprare degli AirPods Pro dovrebbe pensarci bene. Il modello top degli Airpods Non perdono così clamorosamente il confronto con i Fit Pro come accade agli AirPods 3, ma sono una tacca sotto praticamente ovunque. Solo comprati ad un prezzo sensibilmente inferiore a 239,95 euro (costo ufficiale dei Fit Pro)  come accaduto in alcune occasioni possono essere considerati competitivi con gli auricolari Beats.

Pro

  • Molto comodi e stabili
  • Eccellente resa sonora
  • Elevata autonomia
  • Design accattivante

Contro

  • Mancanza della ricarica wireless
  • Custodia realizzata con materiali economici

Prezzo e disponibilità

I Beats Fit Pro sono disponibili dal 28 Gennaio 2022 anche su Amazon. Potete scegliere tra 4 colori: nero Beats, bianco Beats, grigio salvia e viola ametista. Hanno un prezzo consigliato di 229,95 euro. In regalo 6 mesi di Apple Music.

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