Applicazioni iOS pirata distribuite tramite il programma Enterprise

Il programma Enterprise di Apple sfruttato dagli hacker per diffondere app iOS pirata. La Mela sta correndo ai ripari, entro il mese la soluzione.

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Il programma Enterprise di Apple, quello che servirebbe a distribuire applicazioni internamente ad un’azienda, si sta invece rilevando fonte di non poche preoccupazioni per Cupertino.

Prima Facebook e Google che volevano “spiare” gli utenti, poi i siti per adulti e quelli di gioco d’azzardo, e adesso anche le app pirata sembrano farsi strada tramite il programma Enterprise.

A rivelarlo, questa volta, è Reuters, che ha scoperto come i pirati stiano sfruttando tale meccanismo per distribuire, e permettere dunque l’installazione su iPhone e iPad, di applicazioni appositamente modificate, come Spotify, Minecraft e Pokemon Go.

Nel caso specifico, le versioni delle app distribuite dagli hacker hanno permesso di bloccare la pubblicità, e offrire gratuitamente funzionalità che richiedevano invece il pagamento.

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I distributori di software illegali, che includono TutuApp, Panda Helper e AppValley, sono in grado di fornire queste versioni modificate della applicazioni – che sarebbero altrimenti vietate all’interno dell’ Apple App Store – utilizzando certificati Enterprise Developer, che agiscono come chiavi digitali che informano un iPhone, se il software è attendibile e aperto. Secondo TechCrunch, questi certificati sono relativamente facili da ottenere e costano soltanto 299 dollari. I distributori, dal canto loro, farebbero invece soldi grazie ad una piccola tassa annuale – di circa 13 dollari – che gli utenti ben volentieri si accontentano di pagare.

Apple ha inizialmente bloccato alcuni dei distributori pirata, ma dopo pochi giorni erano nuovamente operativi, dopo aver ottenuto un altro certificato. Adesso, dunque, Apple è ora al lavoro per implementare l’autenticazione a due fattori per accedere agli account sviluppatori: già entro la fine del mese il nuovo sistema dovrebbe entrare in vigore, evitando la possibilità di diffondere facilmente queste applicazioni fake, modificate o, comunque, non verificate da parte di Apple.

Le cifre in gioco sono degne di nota: Reuters riferisce che questi distributori, ad oggi, siano riusciti a racimolare oltre 600,00 seguaci su Twitter.