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Mika bacchetta Apple e gli U2: «Un regalo non si impone»

Non è vero che a caval donato non si guarda mai in bocca. Almeno questo è l’opinione di Mika, noto cantante pop ma oggi meglio conosciuto al pubblico italiano per la partecipazione come giudice ad X-Factor, che in un suo articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, parte decisamente all’attacco di Apple e degli U2 per il regalo di Songs of Innocence, l’album degli U2 che Apple ha spedito a tutti gli utenti iTunes subito dopo la presentazione di iPhone 6 e iPhone 6 Plus.

Secondo Mika, non è tanto il regalo in sé a risultare indesiderato, quanto le modalità con cui Apple ha scelto di effettuare il presente: Songs of Innocence è stato automaticamente inserito, seppur come semplice link al download, all’interno della lista dei propri album musicali, una scelta che nell’opinione di Mika, è quasi sacrilega, in grado di violare la sfera personale di ciascun utente e, addirittura, la privacy.

Mika rivolge, in prima battuta, parole di apprezzamento verso la società di Cupertino, capace di una smisurata attenzione verso i particolari e in grado nel tempo di guadagnarsi la fiducia di tutta l’utenza per la meticolosità con cui ha costruito i propri prodotti hardware e software. In particolar modo, Mika pone l’accento sulla rivoluzione musicale di Apple, che ha dato forma alla musica grazie ad iTunes, alle playslist e all’iPod. Attraverso questi strumenti, secondo la rockstar internazionale, Apple ha concesso a ciascuno di inserire la musica all’interno una propria sfera personale, quasi intoccabile. Intoccabile, fino al tanto criticato album degli U2. “E’ come se entrassi nelle vostre case e lasciassi un libro all’interno della vostra libreria”. E’ con questa metafora che il cantante spiega i motivi della critica: Apple ha fatto la figura del padrone di casa impiccione, dal quale si è deciso di affittare il terreno, la casa e i mobili. Apple, in altri termini, ha abusato della propria posizione, e senza chiedere il permesso di nessuno, ha invaso la sfera personale, e la privacy, dei suoi utenti.

La cosa più grave, continua poi il cantante, è che in tal modo Apple ha minato il rapporto di fiducia, su cui ha costruito il proprio successo. La verità, amara in questo caso per il cantante, è che gli acquisti digitali su iTunes (ma probabilmente su tutte le piattaforme digitali) devono in realtà considerarsi in prestito, o in affitto, e che non si tratta di contenuti di cui ciascun utente diventa proprietario, quando correva l’epoca di CD e vinili.  In ogni caso, qualsiasi evoluzione abbia intrapreso il settore hi tech, e quello della musica digitale, una regola d’oro deve necessariamente rimanere immutata per il cantante, quella secondo la quale il cliente ha sempre ragione. Con questo regalo, conclude Mika, non solo Apple ha violato tale precetto non scritto, ma soprattutto ha messo in grave pericolo quell’unico elemento che permette alla casa di Cupertino di primeggiare nelle vendite: la fiducia dei clienti.

In ogni caso, è bene ricordare come Apple, seppur a posteriori, abbia fatto ammenda dei propri errori, rilasciando in rete un tool per rimuovere facilmente il regalo (sgradito) dalla propria libreria musicale.

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