Apple respira, pace in vista tra USA e Cina al G20 in Giappone

Sono una manna per Cupertino le parole di Steven Mnuchin: per il segretario del Tesoro USA l’accordo commerciale tra USA e Cina potrebbe arrivare al G20 in Giappone questo weekend

Donald Trump

I temuti dazi su iPhone, iPad, Mac e tutti gli altri dispositivi e accessori Apple potrebbero non entrare in vigore: nei corridoi di Apple Park l’elevata tensione palpabile degli ultimi giorni è stata stemperata dalle ultime dichiarazioni dal Segretario del Terso USA Steven Mnuchin.

Secondo il dirigente la possibilità che venga siglato un accordo commerciale tra USA e Cina è concreta e reale. Pur senza sbilanciarsi sul possibile esito finale, le dichiarazioni del Segretario USA rivelano lavori in corso e soprattutto la volontà degli USA di tornare al tavolo delle trattative con la Cina per appianare le rispettive divergenze.

L’appuntamento che potrebbe segnare il riavvicinamento tra le due nazioni e forse addirittura un accordo commerciale tra USA e Cina è per gli ultimi giorni di questa settimana, venerdì 28 giugno e sabato 29 giugno in occasione del G20 che si svolgerà a Osaka in Giappone.

In Cina Apple estende il programma trade-in per iPhone XR e XS
«Ovviamente non vediamo l’ora dell’incontro tra il presidente Trump e il presidente Xi» ha dichiarato Mnuchin ai microfoni della CNBC. « Il messaggio che vogliamo sentire è che vogliono tornare al tavolo e continuare, perché penso sia un buon risultato per la loro economia e l’economia degli Stati Uniti ottenere un commercio equilibrato e continuare a costruire su questa relazione».

Il Segretario del Tesoro USA non ha risposto alla domanda se prevede che l’accordo arrivi entro quest’anno, ma ha dichiarato «Sono fiducioso che vedremo un accordo». Il dirigente ha precisato che che il 90% del lavoro è stato fatto e che si intravvede un percorso per completare l’opera. Parole che smorzano la tensione palpabile crescente avvertita negli ultimi giorni e settimane.

bandiere cinesiFinora Apple è riuscita a evitare il temuto rincaro dei prezzi dei suoi prodotti in USA dovuti ai nuovi dazi introdotti dall’amministrazione Trump sulle importazioni dalla Cina. Ma la seconda ondati di aumenti già anticipata colpirebbe con un dazio del 25% iPhone, iPad, Mac e numerosi altri dispositivi e prodotti di Cupertino.

Negli scorsi giorni è trapelato il piano interno di Cupertino in collaborazione con i suoi principali fornitori e assemblatori partner, per spostare fino al 30% della propria produzione fuori dalla Cina. Sempre negli scorsi giorni con una lettera al rappresentate del Commercio USA, Apple ha formalmente richiesto al governo di non introdurre la seconda tranche di dazi perché colpirebbe gli utenti, svantaggerebbe Apple sul mercato interno e internazionale, di fatto diminuendo i contributi in dazi e imposte che Cupertino versa all’erario USA.