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HomeHi-TechFinanza e MercatoPer Flex la scarsità di chip durerà molto più del previsto

Per Flex la scarsità di chip durerà molto più del previsto

La carenza globale di chip ha già colpito l’industria automobilistica e anche quella dell’elettronica di consumo: le stime viste finora indicano che la situazione dovrebbe migliorare alla fine di quest’anno o nel 2022, ma secondo Flex la scarsità di chip durerà molto di più, protraendosi fino alla metà o verso la fine del 2022 fino al 2023.

Ricordiamo che Flex è il terzo più grande costruttore a contratto di elettronica di consumo. La previsione pessimistica è stata formulata dal colosso a partire dalle nuove stime sulla possibile fine della crisi in corso elaborate dai fornitori di semiconduttori su cui Flex fa affidamento. «Con una domanda così forte, l’aspettativa è tra la metà e la fine del 2022 a seconda della merce» ha dichiarato Lynn Torrel, responsabile procurement e supply chain di Flex, aggiungendo che «Alcuni si aspettano che [le carenze continuino] nel 2023».

Negli scorsi giorni un fornitore di Apple di Taiwan ha avvisato che la produzione di chip subirà ulteriori ritardi se il Paese non riuscirà a ottenere scorte più consistenti di vaccini. Lo stesso problema ha interessato numerosi costruttori asiatici dall’inizio della pandemia fino ad ora, con chiusure forzate degli stabilimenti quando sono emersi casi di Covid tra i dipendenti. La riduzione della produzione o lo stop completo risultano difficili se non impossibili da recuperare perché per costruire nuovi impianti e iniziare a produrre richiede molto tempo, in generale circa 2 anni dall’inizio del cantiere.

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Il problema è stato ulteriormente aggravato dall’impennata di ordinativi: per far fronte ai ritardi e lunghe tempistiche di rifornimento, la maggior parte delle società ha incrementato gli ordinativi, causando la scarsità globale di chip e anche l’aumento dei prezzi delle componenti.

Come già rilevato Apple è tra le multinazionali che sembra meno colpita, finora, dalla scarsità globale di chip, protetta da colossali contratti di fornitura, molti dei quali in esclusiva, oltre che con interi stabilimenti dedicati. Questo vale soprattutto per i processori costruiti da TSMC e altre componenti sofisticate di ultima generazione. Ciò nonostante anche Cupertino rischia di dover affrontare problemi per le forniture di componenti meno recenti e più generiche, secondo alcuni analisti driver degli schermi e anche nell’installazione delle componenti sulle schede logiche.

Ricordiamo che Apple ha previsto un calo di 3-4 miliardi di fatturato nel terzo trimestre dovuto alla scarsità globale di chip per iPad e Mac.

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