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Recensione Logitech Logi Dock, l’hub per conferenze personali

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2Chi lavora da casa lo sa, ma anche chi è in ufficio da tempo ha capito che per comunicare oggi è necessario usare software come Teams, Zoom o Meet, ma questo comporta un sensibile aumento di cavi per alimentare tutti i device: Logi Dock promette di migliorare sensibilmente la situazione, forse definitivamente.

Integrarlo nel nostro flusso di lavoro è stato facile, anche se serve qualche analisi sull’uso dei vari accessori di contorno, oltre ad una riflessione sul prezzo.
Vediamo com’è andata.

Anima business

Similmente ad altri prodotti la cui natura è prettamente business che abbiamo recensito ultimamente, come il Kit Logitech MX Keys Mini Combo for Business o il Logitech Combo MK650, anche questo Logi Dock arriva in una scatola di cartone ruvido senza fronzoli.

L’anima business però non scoraggi l’utente finale, la scatola è l’unica cosa ruvida di tutto il pacco, perché una volta aperta la confezione, troviamo il Dock vero e proprio e tutti i cavi a corredo.

Recensione Logitech Logi Dock, via i cavi dalla scrivania (per davvero)
Forma severa ma di design per un accessorio che promette di fare ordine nella scrivania, operazione spesso più ardua del previsto

Tra questi spicca l’alimentatore, di dimensioni generose, che serve sia per mantenere in vita il Dock e tutti gli accessori come per ricaricare il computer collegato, nel caso si tratti di un portatile, fattore da non sottovalutare perché avere un Dock del genere significa risparmiare tra i 60 e i 90 Euro di un alimentatore esterno, accessorio che di solito chi viaggia molto predilige lasciare in borsa, mentre l’alimentatore originale resta fermo sulla scrivania.

Oltre a questo, all’interno della scatola trova posto anche un cavo USB-C (1 metro), che connette il Dock al computer.

Il software a corredo, che si scarica dal sito, serve solamente all’update del firmware, a resettare il device (nel caso lo volessimo dare ad un altro utente) e a poche altre preferenze, quindi non è strettamente necessario al corretto funzionamento, tanto che il Dock ha funzionato perfettamente semplicemente collegandolo tanto ad un Mac mini, ad un MacBook Pro che ad un PC con Windows 11, in tutti e tre i casi ad un connettore Thunderbolt 3 USB-C compatibile.

Non ci sono software di configurazione e nel nostro caso tutto

Dimensioni importanti

Le dimensioni sono importanti, tanto che, unitamente all’alimentatore lo definiscono come un prodotto adatto alla scrivania, di certo non costruito per la portabilità.

L’ingombro del Dock è di 160 millimetri di larghezza per 131,5 di profondità e 84,8 di altezza nel punto maggiore, dato che la superficie superiore è inclinata di una decina di gradi per favorire microfono e speaker.

Anche il peso non è indifferente, si parla di 0,942 Chilogrammi solo per il Dock, più qualche altro ettogrammo per l’alimentatore, dati che comunque lasciano il tempo che trovano quando lo si usa sulla scrivania.

La superficie superiore è in plastica dura leggermente porosa, con le icone in rilievo, mentre quella laterale offre una copertura in stoffa di colore grigio scuro con il simbolo Logi posto frontalmente.

Fa capolino nella parte bassa frontale un set di luci di servizio che si illuminano di colore bianco all’accensione e allo spegnimento del computer connesso,  di colore rosso quando durante una Live abbiamo il microfono spento, di colore azzurro quando si attiva il pairing Bluetooth ed infine verde durante l’aggiornamento del firmware.

HUB per davvero

Seppure definire “HUB” o “Dock” questo Logitech Logi Dock appaia perlopiù riduttivo, considerate le molteplici qualità integrate, è chiaro che questo appellativo va capito.

Nella parte posteriore trovano posto una porta USB-C (con DisplayPort, anche se ci sarebbe stata meglio una porta Thunderbolt) per la connessione con il computer, 1 porta HDMI 2.0, 1 porta DisplayPort 1.4 (entrambe con supporto fino a 4K a 60 Hz HDR), 2 porte USB-A 3.1 Gen 1 (5 Gbps) con ricarica da 4,5 W l’una e 7,5 W l’altra, 2 USB 3.1 Gen 1 (5 Gbps) con carica a 4,5 W, il pulsante per l’uso in wireless via Bluetooth e uno slot di sicurezza Kensington.

Oltre a queste, il connettore per l’alimentazione e un altro connettore USB 3.1 Gen 1 (5 Gbps) con carica a 7,5 W nel lato sinistro laterale.

A fronte di tutte queste porte (possibili per via della connessione USB-C e del fatto che il Dock è alimentato) ci sarebbe piaciuto avere una porta USB-A frontale (magari con un jack audio), che avrebbe tolto sicuramente un pizzico di design all’insieme, ma facilitato le operazioni più banali che occorrono nel quotidiano (come l’uso di una chiavetta USB-A), oltre a mancare del tutto un lettore di schede SD o almeno MicroSD.

Queste richieste, che sono chiaramente più da HUB che da device ibrido come queste, sono pensate per l’utente che vuole semplificare l’utilizzo dei cavi nella scrivania, ma che per questo tipo di porte, più che usate, necessita così di ulteriori device.

Recensione Logitech Logi Dock, via i cavi dalla scrivania (per davvero)
Grande e per nulla portatile, Logi Dock nasce per vivere sulla scrivania, dove si trova a suo agio. Per la mobilità c’è altro

Come funziona?

Per ottimizzare al meglio l’ingresso del Logitech Logi Dock sulla scrivania serve capire bene prima di tutto quanti e quali accessori collegare al computer, e poi anche far transitare tutti i cavi (o il più possibile per lo meno) attraverso lo stesso.

In questo modo la pulizia generale della scrivania è assicurata, e anche se non avete una postazione a “vista” come quelle che si vedono su YouTube o Twitch, il miglioramento è assicurato perché un unico cavo porta praticamente tutto (in alcuni casi “quasi” tutto, ma sono pochi).

Noi ci abbiamo collegato il display, la webcam, un disco esterno per l’archiviazione veloce, un secondo disco di backup e ovviamente mouse e tastiera.

Si noti bene che il Dock supporta l’utilizzo di un display (via HDMI o DisplayPort) a 4K sino a 60Hz, un fattore che lo distingue subito dai classici HUB portatili (molto) più economici che però si fermano a 30Hz.

Recensione Logitech Logi Dock, via i cavi dalla scrivania (per davvero)
I pulsanti grandi e in rilievo nella parte superiore sono molto comodi durante le call

L’uso del display a 60Hz è il minimo per chi visualizza filmati multimediali, fa un uso intenso delle finestre delle App o resta in call molto spesso durante il giorno.

Ad ogni modo il Dock supporta sino a due monitor 4K a 60Hz connessi alle porte video in duplicazione, oppure in estensione usando una uscita video e una porta USB-C del computer.

Display più grandi sono supportati ma solo a frequenze minori, per cui 1 schermo 5K WHUD a 30 Hz oppure 2 schermi 5K (5120 x 2160) sempre a 30Hz: questi dati raccontano che in una postazione singola, per l’utente che opera molto online con colleghi o clienti in videochiamata, il Logi Dock è davvero l’ideale, fa tutto e lo fa molto bene.

Diversamente, l’utente che opera in ottica multimediale, come creator o anche per necessità di grafica, questo Dock è in parte sprecato perchè servono porte migliori per sfruttare più display.

Carina la possibilità di usare il Dock anche via Bluetooth, quindi associabile a device mobile, che possono sfruttare lo speaker e il microfono per call al volo, seppure il Dock può continuare a comandare le periferiche di un computer. La qualità della voce si scontra però con il limite del protocollo wireless per la parte microfonica.

Recensione Logitech Logi Dock, via i cavi dalla scrivania (per davvero)
L’inclinazione favorisce l’uso dei microfoni, meglio orientati verso l’utente

La prova audio

Con una risposta in frequenza di 60 Hz – 20 KHz l’altoparlante integrato con driver da 55 mm offre un buon suono, corposo e ricco anche nelle parti più basse.

Nelle Call con Teams che abbiamo provato la voce è apparsa chiara e ottimale ma si è difeso anche nell’ascolto di diversi brani degli Audiomachine, che noi adoriamo come musica di sottofondo quando scriviamo i pezzi.

Il punto è che l’audio arriva da una sola sorgente e in definitiva perde la spaziosità del suono, specie nella musica. Dopo un po’ ci si fa l’orecchio, ma chiaramente se l’utente ha esigenze musicali medie o importanti, per una esperienza migliore consigliamo hardware diversi, che Logitech non lesina, restando in ottica device da scrivania.

Molto buono invece l’array di sei microfoni con risposta in frequenza 65 Hz – 8KHz, che si avvicina a soluzioni dedicate per le room aziendali: non solo la voce è risulta naturale in tutte le situazioni, ma ci è piaciuto anche l’isolamento, tanto che il microfono non ha mai trasportato altro che la nostra voce, nonostante oltre la finestra vicina alla postazioni ci sia una piccola piazza con il tipico rumore di auto, tram e ambulanze con una preoccupante frequenza.

Recensione Logitech Logi Dock, via i cavi dalla scrivania (per davvero)
Il software di configurazione è utile all’inizio, poi non è affatto necessario

Considerazioni

Logitech Logi Dock è senza dubbio un accessorio importante in due situazioni fondamentali, quella dedicata alla postazione del singolo utente ma altrettanto per una postazione in una piccola stanza per riunioni.

In entrambi i casi il costo d’accesso, lo diciamo, non è proprio popolare, anche confrontando le alternative in ottica professionale

È però vero che la completezza data dall’HUB posteriore giustifica l’aumento perché questo accessorio fa quello che, tipicamente, fanno due o tre device, migliorando non poco la gestione dei cavi.

Oltre al fatto che la qualità è chiaramente percepibile, nei materiali quanto in quelli che sono i punti di forza, dal microfono al diffusore, anche se ovviamente la confezione è pensata per un ruolo principale, quello delle conferenze. Per un utilizzo più consumer o musicale, come detto, Logitech ha offerte dedicate e su un altro range di prezzo.

Recensione Logitech Logi Dock, via i cavi dalla scrivania (per davvero)

Pro:

• Tutto in uno, HUB, Dock, microfono e speaker
• Qualità costruttiva
• Qualità audio (per le conferenze)

Contro:

• Prezzo elevato
• Come HUB/Dock mancano alcune porte

Prezzo:

• 519,00 €

Logitech Logi Dock è disponibile a partire dal sito web italiano della casa madre dove i lettori possono visualizzare le specifiche e procedere all’acquisto.

 


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