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Fotografi e iPad Pro con Usb-C: è il matrimonio perfetto?

Una nuova consapevolezza sta lentamente percolando nella mente di chi vive nel mondo della fotografia professionale o semi-professionale. Forse questa volta Apple ha veramente creato una alternativa all’uso del Mac o del Pc per chi lavora sul campo e non solo. Parliamo dei nuovi iPad Pro e segnatamente dei modelli con un terabyte di storage. Dotati di processori capaci di gestire tranquillamente immagini raw anche da 100 megapixel (come quelli prodotti da un dorso digitale Hasselblad medio formato più moderno, ad esempio) e con tutto quel che serve compresi il software, la penna e la connettività. E un piccolo asso nella manica.

Sì perchè il salto di qualità lo fa la connettività fisica. Ma come, direte voi. Gli iPad Pro (e non Pro, se è per questo) sono famosi per non avere slot per schede SD o per CompactFlash (che in ambito professionale vengono ancora utilizzate). Di cosa stiamo parlando allora? Beh, la risposta è semplice, e si capisce fin dal titolo. È la porta Usb Tipo C, che è un vero e proprio cancello per entrare in un mondo di connettività completamente diverso.

Fotografi e iPad Pro con Usb-C: è il matrimonio perfetto?

Il primo e più significativo elemento è la velocità. La Usb-C usata da Apple, che connette utilizzando l’interfaccia dati Usb 3.1, permette di arrivare a un full duplex da 10 megabit per secondo bidirezionali. Cioè trasferire in pochi secondi decine e decine di fotografie, senza problemi. Sarebbe stata meglio una interfaccia Thunderbolt? Beh, non è detto. Dipende da come ci connettiamo e a che cosa. Se l’altro lato non è Thunderbolt 3, non serve. Ma ci arriviamo tra un attimo.

Infatti, se pensiamo alla classica connessione per prendere le foto (o il girato video) e caricarlo sull’iPad noi immaginiamo di estrarre la scheda SD e inserirla in un adattatore che si connetta al tablet di Apple. In questo senso, la connessione è limitata dalla velocità dell’interfaccia dell’iPad e da quella della scheda di memoria. A seconda della velocità della scheda, cioè, il trasferimento è più o meno veloce.

Ma c’è anche un’altra strada: la connessione diretta alla macchina fotografica. Questo semplifica abbastanza la procedura: si apre lo sportellino della fotocamera, si innesta il cavetto, e la stessa cosa si fa nell’iPad. Se l’interfaccia della macchina fotografica è una Usb di tipo tradizionale (di solito una Micro USB), allora occorre avere due cavetti agganciati tra loro o comunque un cavetto che operi da convertitore. La velocità dipende sia dall’interfaccia dell’iPad che da quella della macchina fotografica (che tendenzialmente è una Usb 3.0, più lenta di quella dell’iPad o delle SSD più veloci in commercio).

Fotografi e iPad Pro con Usb-C: è il matrimonio perfetto?

Cambia tutto però con le nuove generazioni di macchine fotografiche e video-fotocamere, che stanno sistematicamente preparandosi al passaggio allo standard Usb-C. Infatti per i produttori di questi apparecchi, l’uso di una Usb-C risolve vari problemi e crea, incidentalmente, anche una ottima opportunità per chi usa un iPad Pro di ultima generazione.

La prima opportunità per i produttori di macchine fotografiche è la semplificazione del numero di porte: Usb-C fa contemporaneamente da porta dati, porta per i collegamenti video e porta per l’alimentazione. Con un cavetto solo e magari con il caricabatterie del telefono (se dotato di Usb-C, come molti Android) o dell’iPad Pro, si può alimentare anche la macchina fotografica. O caricare esternamente le batterie di scorta, per i professionisti più previdenti.

Seconda cosa: con la Usb-C si può avere una uscita diretta in video tramite la stessa porta; che poi serva un adattatore da Usb-C a Hdmi è secondario, comunque nella macchina fotografica c’è un unico componente integrato e una unica porta di uscita. I costi diminuiscono. Ancora, la stessa porta permette di collegare a velocità molto elevata sia il buffer di memoria interna della macchina (se presente) che la scheda SD a un dispositivo esterno. Questo può essere un disco SSD, ad esempio (e la fotocamera può avere i controlli di gestione dei file delle immagini per trasferirle sul drive esterno), oppure un computer (visto che sempre più spesso i Pc e soprattutto i Mac hanno porte Usb-C). Infine, può essere un iPad Pro. Nel caso, con lo stesso cavetto di alimentazione si possono trasferire le foto a una velocità molto elevata grazie all’interfaccia Usb 3.1.

Fotografi e iPad Pro con Usb-C: è il matrimonio perfetto?

Cosa cambia, dunque? Moltissimo. Si comincia con il viaggiare più leggeri. Si possono fare più cose. C’è meno confusione e servono meno cavetti. Alla fine, se non fosse per la manutezione, non è neanche necessario estrarre la SD dalla macchina. Cosa non secondaria, soprattutto in ambienti in cui non abbiamo una base solida e stabile per lavorare o in condizioni ambientali negative (pioggia, neve, polvere). Con l’iPad Pro è solo questione di passare le foto anche in piedi usando un semplice cavetto. Si può scattare in tethering connessi con l’iPad Pro, in maniera molto più semplice che non con un Pc o un Mac.

Ma ci sono le macchine fotografiche con Usb-C? Avete voglia di scherzare? Possiamo dire senza ombra di dubbio: sì. Chi scrive ad esempio ama citare da qualche mese la Ricoh GR III, terza iterazione in arrivo il prossimo anno della famosa macchina fotografica giapponese per la street photography, che fa affidamento proprio sulla Usb-C per la connettività. È una macchina di nicchia ma la citiamo solo perché è la preferita dell’autore di questo articolo (che da anni utilizza le versioni precedenti, sia quelle digitali che prima quelle a pellicola come sue macchine personali). Ma dietro Ricoh ci sono tutte le altre: dalla Nikon Z7 alla Canon EOS R, dal dorso Phase One XF IQ4 alla Fujifilm XT-3, senza contare le “altre” di Sony, Hasselblad, Panasonic e Olympus. Più la piccola Ricoh, ovvio. Tutti pazzi per la Usb-C.

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