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Apple 2014: dal Bendgate al documentario BBC i cinque momenti flop (più uno)

Il 2014 di Apple è stato un anno strepitoso, ad iniziare dalla presentazione dei nuovi smartphone e tablet, tanto che associare la parola flop alla casa di Cupertino appare quasi un contro senso. Eppure, in 365 giorni di successi non sono mancati debacle, o comunque accadimenti negativi legati alla società Mela. La redazione di Macitynet ha deciso di elencare 5+1 momenti flop di Apple, non solo legati direttamente ad iPhone e iPad, ma anche a accadimenti terzi, che hanno comunque influito negativamente sul nome di Apple.

Bendgate

apple 2014

Primo fra tutti il bendgate. Il rilascio sul mercato di iPhone 6 e iPhone 6 Plus non è legato soltanto a successi e record di vendite. Ad accompagnare i nuovi smartphone Apple anche l’ombra di terminali fragili e deboli. Soprattutto iPhone 6 Plus, che è stato messo alla gogna per la presunta inclinazione (scusate il gioco di parole non voluto) a piegarsi con estrema facilità, anche se sottoposto alla leggera pressione dentro una tasca di pantalone particolarmente stretto. A dire il vero, dopo l’enfasi iniziale, quando c’era gente che entrava negli Apple Store solo per piegare i telefoni. il fenomeno del bendgate si è attenuato, fino quasi a scomparire. Abbiamo dedicato ampio spazio all’argomento, con un focus sull’intera storia del bendgate, dalle origini del mito alla sua conclusione. Per altro diverse associazioni di consumatori, inclusa l’italiana Altro Consumo, oltre che la prestigiosa Consumer Report, hanno negato che l’iPhone 6 si piega così facilmente come si tendeva a far credere, ed Apple ha prontamente sminuito il problema relegandolo a 9 iPhone, ma la leggenda permane.

Documentario BBC

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Sicuramente una piccola macchia nera nel 2014 di Apple. Il documentario della BBC, apparso anche su Youtube, in cui emergerebbero le difficili condizioni di lavoro dei dipendenti di Pegatron, una delle aziende che assemblano i dispositivi Apple. Secondo BBC in queste fabbriche verrebbero costantemente messi in discussione gli scenari disegnati da Cupertino e secondo i quali l’attenzione per le condizioni di lavoro sono in primo piano. Quel che s’incontra sarebbero infrazioni agli orari massimi di lavoro, alle condizioni dei dormitori, degli identificativi, delle riunioni di dipendenti e del lavoro giovanile. Sarebbero stati filmati operai addormentati sui banchi di montaggio nel corso di turni di 12 ore. Tim Cook, dal canto suo, non ha tardato a rispondere, ritenendosi particolarmente offeso dal reportage soprattutto perchè “nessuno come Apple fa così tanto per migliorare le condizioni dei dipendenti dei suoi partner”

Bug iOS 8.0.1

touch id di iphone 6 full

Uno dei più grandi aggiornamento iOS della storia Apple non ha avuto un inizio in pompa magna. Anzi, iOS 8.0.1 ha causato seri problemi a tutta l’utenza, in particolar modo ai possessori di un device con Touch ID. L’upgrade, infatti, aveva reso inutilizzabile il sensore di impronte digitali. Non solo, la stessa release impediva ad iPhone di telefonare. A tempo di record, comunque, Apple ha sistemato i bachi con la release di iOS 8.0.2, ma non si può negare che il rilascio di iOS 8.0.1 ha un po’ deluso le attese di tutti coloro che attendevano un sistema operativo quasi perfetto. Sull’argomento si sono scritte persino canzoni, fu poi Greg Joswiack a spiegare: fu un bug del sistema di distribuzione, non del software stesso

Account celebrità violati

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Apple, iOS, iPhone e tutte le tecnologie che gravitano attorno alla società di Cupertino sono state sempre ritenute sinonimo di sicurezza. Non è stato così nel 2014, quando gli account iCloud di molte celebrità sono stati violati da hacker, che sono anche riusciti ad entrare in possesso di numerose foto private. In realtà, Apple ha sempre smentito presunte falle di sicurezza su iCloud, difendendo il servizio e dando una spiegazione tanto razionale, quanto semplice, all’accaduto: le foto private di varie celebrità salvate sul servizio cloud sono state ottenute con tecniche molto semplici, sfruttando l’ingenuità di utenti che hanno usato username, password e risposte a domande segrete piuttosto semplici da ottenere, specialmente se si tratta di celebrità di cui si sa tutto: dal nome del miglior amico al liceo alla data di nascita del proprio cane. In ogni caso successivamente ai fatti che hanno suscitato enorme clamore, Apple ha dato un giro di vite alla sicurezza dei suoi sistemi, con avvisi via email dopo un accesso ad iCloud e doppio fattore di autenticazione

Vetro zaffiro

GT Advanced

Non è tanto il mancato rivestimento in vetro zaffiro di iPhone 6, quanto l’intera gestione della produzione di questo materiale che ha gettato forti ombre sul 2014 di Apple. GT Advanced, società partner di Apple nella produzione di vetro zaffiro, è stata al centro di una forte crisi, che ha comportato la dichiarazione dell’amministrazione controllata e chiusura degli stabilimenti in Arizona. Tale situazione è stata imputata proprio ad Apple. La crisi di GT Advanced, si è detto spesso, sarebbe da imputare proprio alla casa di Cupertino, che avrebbe imposto contratti troppo gravosi e oppressivi. GTAT, dopo aver chiesto l’amministrazione controllata, ha fatto riserva di agire legalmente contro Apple per i presunti danni subiti dall’intero affare. Nel contesto della vicenda sono però emerse una serie di informazioni sulle politiche di contratto applicate da Apple all’azienda americana e di conseguenza a tutti i suoi partner. La conclusione: diventare “soci” di Apple in affari può essere molto remunerativo, ma anche pericolosissimo. In ogni caso in conseguenza della cattiva scelta del partner, Apple è stata costretta a rilasciare iPhone 6 senza il vetro zaffiro come invece aveva pianificato.

Album U2

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Un regalo particolarmente inviso agli utenti. Dopo la presentazione di iPhone 6, la casa di Cupertino pensò bene di regalare Songs of Innocence, nuovo l’album degli U2 a tutti gli utenti iTunes. Il regalo, però, fu praticamente imposto, dato che l’album stesso veniva forzatamente visualizzato all’interno della playlist musicale di ciascun cliente, anche in assenza di esplicita richiesta. Nonostante il successo dell’operazione (26 milioni di copie scaricate nei primi giorni) Non solo Bono e Apple si trovarono costrette a chiedere scusa per l’accaduto, ma la casa di Cupertino allestì in tutta fretta e furia uno strumento per rimuovere l’album dai dispositivi di quelli che il regalo non lo volevano. La vicendsa ha avuto un grande impatto mediatico. Dell’argomento si è parlato persino a che Tempo che Fa, su Rai 3, quando Bono ed Edge sono stati ospiti di Fabio Fazio-

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