Scegliere un contapassi, i migliori di inizio 2019

Salute e benessere fisico possono essere aiutati dall'elettronica. Sul mercato oggi ci sono tantissimi prodotti che danno una mano in questo senso, come i contapassi. Vi diamo una mano a capire come funzionano, che differenza c'è con uno smartwatch, sceglierli i base alle funzioni.

Anche se oggi dominano, soprattutto grazie al successo di Apple Watch, gli smartwatch non manca chi desidera un contapassi, un prodotto meno complesso, che fornisce meno informazioni, ma per qualcuno sufficienti risultando in cambio meno costoso, chiedendosi quale sia il migliore, il più conveniente, quello che offre un buon rapporto costo-prezzo.

La scelta di un contapassi, un prodotto che ha storia lunga richiede un discorso abbastanza articolato. Del resto fin dall’inizio, dagli anni ’70, quando arrivano i primi contapassi, c’è stata una certa confusione. Basta pensare che questi prodotti, creati da Casio (allora il leader mondiale nei dispositivi elettronici da polso) non contavano i passi in senso letterale, ma offrivano un beep sonoro cadenzato, variabile dall’utente, che aiutava a mantenere il ritmo nella corsa o nella camminata.

Un po’ di storia

“Segnapassi” era il termine più adatto, ma con il tempo diventò contapassi per tutti, e rimase tale, e perlopiù ignorato, negli anni sino alla comparsa dei primi modelli di orologi intelligenti che grazie a sensori erano davvero in grado di segnare i passi e più tardi, trasmetterli anche ad uno smartphone o ad un computer.

contapassi
Il primo Flex, uno dei modelli più venduti e iconici di questo settore

La svolta la fecero soprattutto Fitbit (un tempo molto vicina ad Apple, ma poi con il lancio di Apple Watch sua principale avversaria) e Jawbone, (quest’ultima oggi non più sul mercato) che per primi misero assieme tecnologie esistenti (Fitbit, ad esempio, utilizzo il know-how che già aveva per i telecomandi di Nintendo Wii) e crearono i primi oggetti in grado di registrare il movimento e identificarne, appunto, i passi.

Fitbit Tracker è stato forse il primo device in grado di registrare il movimento, mentre Jawbone UP il primo da polso, a cui sono seguiti vari modelli e marchi, in particolare in ambito sportivo, dove marchi come Garmin e Suunto adesso dominano nel settore professionistico, sino all’avvento dei produttori asiatici, caratterizzate da offerte spesso poco originali ma molto economiche.

contapassi
Jawbone UP2 e UP3, prodotti molto belli e interessanti che non hanno avuto il successo che meritavano anche per problemi commerciali

Un ruolo particolare ce l’ha Apple Watch, la cui evoluzione è basata solo in parte sull’attività di contapassi e più come complemento dell’iPhone. Il mercato propone altri modelli paragonabili a Apple Watch (come e più di tutti Fitbit Versa) ma lo smartwatch di Apple resterà negli annali come l’icona di questo mercato per qualità, idee e forza commerciale.

Di fronte ad un mercato così vario quindi abbiamo deciso di offrirvi una piccola guida, che vi permetta di capire potenzialità e differenze, e vi aiuti nella scelta migliore, oppure in una serena rinuncia.

Le caratteristiche

Prima di parlare dei vari modelli meglio dedicare qualche minuto a capire le caratteristiche che li identificano, come possono incidere e di quali abbiamo bisogno.

Come il contattassi conta i passi

Come fa un contapassi a capire quanti passi facciamo? Per rispondere correttamente a questa domanda servirebbe parlare con uno degli sviluppatori dei marchi più famosi, ma si andrebbe troppo nello specifico.

Riassumendo possiamo dire che questi device, per quanto piccoli, hanno al loro interno un piccolo giroscopio, una componente che identifica la variazione tridimensionale in ogni momento e un chip che ne analizza i movimenti: quando un cambiamento di stato è identico a quello registrato come “passo” fa aumentare il punteggio.

A questi valori vanno aggiunti gli stati (riposo, sport, sonno) e il battito cardiaco, se c’è, che identifica da solo quando il corpo è in movimento e quale tipo di movimento: variazioni importanti che aiutano a identificare il numero di passi ma non solo.

la schermata di un contapassi Fitbit
L’App di Fitbit che mostra il tracciamento dei passi

Battito cardiaco

Molti modelli oggi in commercio presentano un sensore di battito cardiaco. Questo sensore è importante perché può incidere, in base alle regole del software, sulla qualità di tracciamento dei dati: il sensore infatti capisce quando camminiamo, quando corriamo, siamo in auto, nuotiamo o dormiamo e di conseguenza consegna questi stati al software che può così integrare i dati ricevuti dal giroscopio.

Sia chiaro che il sensore del battito cardiaco non è indispensabile e anzi, rende il contapassi generalmente più delicato e meno propenso all’uso in acqua ma, se il software è buono, offre un’analisi più precisa, tanto di giorno quanto di notte.

contapassi
L’App di Garmin, seria e professionale

Resistenza all’acqua

La resistenza all’acqua è infatti uno dei punti più importanti di questi device: ad oggi, praticamente quasi tutti permettono di essere usati tranquillamente anche in presenza di acqua e la maggior parte anche sotto la doccia.

Restano da verificare due nodi: la resistenza all’immersione e quella all’acqua salata. La prima è di solito indicata dal produttore (trovate qui un elenco esaustivo delle certificazioni) ma ci dicono che la capacità di un device di resistere dipende sia dal fattore pressione sia dal fatto che per immergersi di solito ci si tuffa ad alta velocità e in quel momento la pressione sulle giunture o sulle parti mobili produce infiltrazioni più dell’immersione costante. Per questo i device più sicuri sono quelli senza pulsanti (come Fitbit Flex ad esempio).

La resistenza all’acqua salata è più discutibile e difficilmente è indicata: diversamente dall’acqua dolce, però, la presenza di sali minerali nel device dopo l’uso tende a erodere le parti in gomma e a renderle meno elastiche. Al di là di quanto dichiarato dal costruttore, comunque, consigliamo di lavare con acqua corrente (non salata) il device dopo ogni utilizzo.

contapassi
Alcuni modelli di Flex 2 mostrano la resistenza all’acqua rimanendo completamente immersi

GPS nei contapassi?

La necessità di rendere il più possibile il contapassi indipendente da tempo ha reso necessario l’uso di un chip GPS al suo interno: questo svolge molte funzioni ma tra tutte ricordiamo quelle di indicare nel display (se presente) la posizione in tempo reale o di registrare il tracciato dell’attività (per chi corre e vuole un riferimento nella mappa dell’attività svolta).

La presenza del GPS però può essere anche controproducente: prima di tutto alza il costo del device, in secondo luogo ha un consumo alto della batteria interna. La maggior parte dei device oggi in commercio ha un modulo GPS generalmente spento, che si attiva solo in concomitanza di una specifica attività. Molti device invece usano la funzione “GPS condiviso” che sostanzialmente usa le capacità dello smartphone per il tracciamento della posizione (se presente e collegato).

Batteria

Se avete uno smartphone probabilmente il problema della batteria non vi suonerà nuovo: i modelli Casio degli anni settanta duravano un paio d’anni con una sola batteria, i bracciali molto più evoluti di adesso usano batterie al litio ricaricabili (non tutti, la maggior parte) che durano una settimana, il doppio in altri modelli, ma con notevoli compromessi, come un display meno luminoso o assente.

Inutile girarci attorno, più evoluto e bello è il modello, più consumerà la batteria; i modelli più professionali hanno una carica di un paio di settimane o qualche cosa di più, mentre alcuni modelli che usano batterie intercambiabili durano al massimo sei mesi, al termine dei quali servirà spendere qualche Euro per cambiarle.

Indossabile, ma con stile

Se usate questi device per fare sport, la forma e il look di un contapassi non sarebbero fondamentali, anche se a dirla tutta marchi come Nike, Adidas, Puma, Oakley e altri mettono comunque l’aspetto al primo posto.

Se non siete sportivi e vi piace indossare il device tutto il giorno, allora la forma e i colori sono importanti: molti marchi oramai permettono il cambio dei cinturini (tanto negli smartwatch quanto nelle smartband) con modelli dai colori vivaci o sobri, in diversi materiali.

Questo aspetto è però prioritario durante la scelta, fate attenzione.

contapassi
Misfit Shine 2 ha, tra le particolarità, quella di essere indossato in varie parti del corpo

L’App, per molti il vero motivo di scelta

Se vogliamo valutare il tutto, nonostante la tecnologia intrinseca dentro i nuovi device, la differenza sostanziale tra i vecchi e nuovi contapassi sta nell’uso delle App per smartphone. La qualità dell’App infatti dovrebbe essere un parametro fondamentale nella scelta del tipo di bracciale e non essere scoperta dopo: su questo c’è da ammettere che Fitbit e Garmin offrono forse le migliori App in commercio (la prima offre anche più funzioni), disponibili per tutti i modelli. Apple ha scelto un profilo molto variegato per Apple Watch, con diverse App che concorrono al funzionamento ma con l’intenzione di lasciare lo spazio a produttori di terze parti, Nokia ha un aspetto molto pulito ed essenziale mentre a nostro avviso Xiaomi deve ancora crescere per competere con le altre.

Misfit offre un look davvero di classe anche nell’App ma il numero di dati è limitato se paragonato agli altri mentre Wear OS, l’App che si interfaccia con Android Wear è molto limitata su iOS mentre offre capacità di certo maggiori su smartphone Android.

Siamo pronti: smartwatch o smartband?

Decise tutte le caratteristiche, resta da scogliere un nodo fondamentale: il mercato oggi si divide in due grandi gruppi e anche se alcuni modelli possono rappresentare un ibrido, la differenza tra smartwatch e smartband è chiara.

Le smartband, le prime a uscire sul mercato con capacità evolute, sono modelli generalmente più economici, che possono avere un display o meno, ma con capacità di calcolo e di analisi dei dati pari agli smartwatch.

Sono interessanti perché, se indossate al polso destro, vi permettono ampia libertà di orologi sul polso sinistro, sono generalmente più economiche e anche più resistenti.

Gli smartwatch invece sono prima di tutto più “smart”, nel senso che grazie ad un display più grande (per i modelli con display LCD) possono mostrare più informazioni, sono più indipendenti dallo smartphone, possono ospitare App per compiti diversi ma proprio per questo hanno generalmente un consumo di batteria maggiore e impegnano il polso destro in modo inequivocabile.

contapassi
Alcuni accessori del Flex 2 come, in questo caso, la collana che contiene l’ogiva

I modelli

Capite le esigenze, passiamo ad una piccola rassegna di quelli che sono i modelli più interessanti oggi sul mercato, focalizzando la scelta sui modelli più consumer e da portare tutti i giorni. Tutti i modelli sotto elencati sono compatibili con smartphone Android e iOS, a parte Apple Watch che è compatibile solo con iPhone.

Fitbit Flex 2

Seconda edizione di uno dei modelli più famosi, tanto che probabilmente il primo Flex è stato quello che ha sdoganato il mercato dei bracciali smart. Impermeabile, leggerissimo, con una batteria che dura una settimana, può essere indossato sempre (anche in piscina) e ovunque, tanto che il corpo vero e proprio può essere inserito in uno dei tantissimi bracciali disponibili o anche in una collana, dato che Fitibit vende accessori per serate particolari (qui la nostra recensione).

migliori contapassi - Fitbit Flex 2

Garmin Vívosmart 3

Chi fa sport ha sicuramente valutato l’acquisto di un Garmin almeno una volta, dato che per il marchio oramai i bracciali smart, dal chiaro indirizzo sportivo professionale, sono diventati il cuore del business. Questo bracciale può essere ideale per chi ha un modello evoluto di Garmin ma non lo vuole indossare tutti i giorni, o per chi ha vuole un bracciale smart ma con la tecnologia dei modelli Pro.

contapassi migliori - Garmin Vívosmart 3

Xiaomi Mi Band 2

Deve il proprio successo all’economicità della proposta, ma al di la di questo ha comunque caratteristiche interessanti: non è adatto a chi ha grandi esigenze di look o a chi necessita di una App molto particolareggiata, ma può essere un buon inizio per chi non ha mai avuto un Activity Tracker e vuole provare.

Nokia Go

Uno dei modelli più economici e smart, dotato di cinturino intercambiabile. Adatto a chi magari va al mare, in piscina, a chi non vuole stare attento e necessita di un modello pronto a tutto. La batteria intercambiabile permette un monitoraggio continuo per diversi mesi (qui la nostra recensione).

contapassi - Nokia Go

Fitbit Ace

Presentato ma non ancora disponibile nel mercato (anche se dovrebbe arrivare a breve), è un modello specificatamente pensato per i più piccoli (dagli 8 anni in su): disponibile in due colorazioni, offre un profilo particolare e un progetto che non si limita al polso piccolo ma tara le misurazioni all’età di chi la indossa (con un bioritmo del tutto diverso da un adulto). La mancanza del battito cardiaco è voluta, sino alla maturità i dati del battito cardiaco sono diversi e difficilmente parametrizzabili.

 

contapassi

Polar OH1

Non un vero smartband ma sempre un contapassi: diversamente dagli altri modelli non si indossa sempre, ma solo prima di una attività, anche se il suo ruolo è comunque adatto a chi non ha device più evoluti. Non ha display e si appoggia allo smartphone, si indossa all’avanbraccio e offre misurazioni personalizzate e rilevamenti del battito cardiaco abbastanza precisi (qui la nostra recensione).

Apple Watch

Il più famoso tra gli smartwatch, capace di catturare l’attenzione di pubblico e critica (qui la nostra recensione). Ha passato diverse edizioni rimanendo sostanzialmente identico nella forma: offre citnurini intercambiabili, capacità smart e potenza invidiabili, una interazione perfetta in puro stile e Apple e una integrazione con iPhone assoluta. La batteria dura un giorno, due se non fate sport. Non è compatibile con Android.

Prezzo: a partire da 379,00 Euro (in offerta su Amazon)

contapassi

Fitbit Versa

Probabilmente il principale antagonista di Apple Watch, è ad oggi uno dei modelli più evoluti nel mercato, e grazie alle linee morbide anche uno dei modelli che più si adatta a chi necessita di uno smartwatch ma non ha velleità sportive. La batteria dura quattro giorni, il display è molto luminoso, i cinturini intercambiabili offrono di sicuro il look che cercate e l’App Store è in forte crescita (qui la nostra recensione).

contapassi

Garmin vívomove HR

Elegante e funzionale, nasce con un ibrido per chi non ama il look degli smartwatch e preferisce un funzionamento analogico a lancette: il look più casual che classico ma la tecnologia sotto il cofano è molto buona.

Fitbit Alta HR

Sicuramente uno dei bracciali più evoluti nel mercato, secondo probabilmente solo al fratello maggiore Charge 2: distribuito in due versioni, con o senza rilevazione del battito, offre cinturini intercambiabili e durata di circa una settimana (qui la nostra recensione).

Nokia Steel HR

Discreto, distinto, preciso: Nokia Steel HR è un perfetto ibrido tra un orologio meccanico (analogico) e un bracciale smart ed è perfetto per chi non ama il look particolarmente tecnologico degli smartwatch ma ama comunque un tracciamento continuo.

contapassi Nokia Steel HR

Fossil Q Explorist

Il marchio Fossil è per molti una garanzia e qui è presente con a bordo Android Wear: tracciamento dei passi, attività, App e notifiche in un look Fossil. Più pensato a chi segue di più la moda che l’attività fisica (qui la nostra recensione)

contapassi

Misfit Shine 2

Misfit da sempre pone il look davanti a tutto, anche se offre tecnologie per il rilevamento assolutamente all’avanguardia. Il secondo modello di Shine è intrigante da vedere e probabilmente l’oggetto più di classe nel mercato (qui la nostra recensione). I led nell’ogiva permettono alcuni feedback e, una volta staccato dal bracciale, può essere indossato ovunque, anche nelle scarpe.

contapassi

App contapassi: alternativa software

E poi ci sono anche le app contapassi… Ovviamente l’esigenza di contare i passi giornalmente e di redarre una statistica nel tempo è risolta molto meglio da un hardware dedicato come uno smartwatch o uno smartband, ma c’è anche questa soluzione. Specie per chi ha solo una curiosità e vuole capire a fondo la natura dell’esigenza prima di investire una cifra, piccola o grande che sia, e un impegno da portare al polso in modo costante. Oppure anche per chi magari per ragioni varie non può indossare un hardware dedicato ma non vuole perdere questa opportunità.

Per questi utenti c’è la possibilità di usare lo smartphone con le app contapassi, appunto: d’altra parte questi apparecchi sono oramai la nostra naturale appendice digitale ed è difficile che ci muoviamo senza, di conseguenza la strada che facciamo noi è per molti versi quella che fa il nostro smartphone.

Anche senza hardware dedicato possiamo quindi avere una stima più o meno precisa dei passi e i relativi calcoli sulle calorie bruciate, e ottenere anche delle medie.

Qualche cautela

Ma attenzione, i dati rilevati dalle app contapassi sono solo indicativi e molto meno precisi di quanto non farebbe un bracciale di qualsiasi tipo, per vari motivi. Lo smartphone sta quasi sempre in tasca, è vero, ma spesso lo lasciamo sulla scrivania muovendoci comunque nell’ufficio o in casa, perdendo di fatto una percentuale di passi.

In secondo luogo mentre un bracciale è pensato per essere indossato al polso (o in altre zone del corpo, come ad esempio Misfit Shine) comunicando all’App l’esatto movimento, per uno smartphone il calcolo è molto più approssimativo, e la rilevazione di ogni passo potrebbe essere fuorviante.

Se fate una camminata lunga, con il telefono in tasca, probabilmente i dati sono (abbastanza) reali, se invece siete in casa, in ufficio o in luoghi in cui il telefono sta appoggiato da qualche parte la percentuale di perdita di passi aumenta sensibilmente.

D’altra parte una prova potrebbe non costare nulla o quasi, a seconda delle App contattassi che si usano: vediamone alcune, tenendo conto che c’è molta differenza tra una App per lo sport (ce ne sono moltissime) e una per il tracciamento dei passi quotidiano (che sono quelle di cui parliamo adesso).

App Salute di iPhone

L’App di Apple, esclusiva per iPhone (non è possibile usarla su iPad ad esempio) nasce come hub per tutti i dati dell’utente che l’iPhone riesce a rilevare: oltre alle indicazioni fisiche (età, altezza, peso e altri dati) l’iPhone cerca di rilevare qualsiasi altro dato pertinente, in modo da avere uno specchio il più possibile preciso dell’andamento della giornata.

Molti device condividono i dati rilevati con Salute (come Misfit, Nokia, Garmin, Xiaomie ovviamente Apple Watch), dopo opportuna richiesta e consenso esplicito dell’utente, ma se questi sono assenti l’iPhone lavora per conto suo.

Sostanzialmente lo fanno tutti gli iPhone che hanno l’App Salute, ma in particolare i modelli dall’iPhone 7 in poi (quindi 7, 7 Plus, 8, 8 Plus e X) perché al loro interno c’è un coprocessore di movimento M11 che si occupa proprio dei dati di movimento rilevati (quindi le rilevazioni effettuate con iPhone 5s, 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus e SE, giusto per citare i modelli non troppo vecchi, sono possibili ma meno precise).

Ricordiamo che diversamente da molte App (come Fitbit, Garmin e Nokia che usano un cloud) Salute prevede la consultazione solo da iPhone e che se perdete o iniziate con un nuovo iPhone, senza recuperare la precedente configurazione, i dati di salute andranno persi.

contattassi salute
L’App Salute, qui in alcune schermate per l’analisi dei passi e del sonno

Google Fit

Come Salute per iPhone, Google Fit opera con tutti gli smartphone Android. In questo caso l’App va scaricata (grauitamente) da Google Play Store e si affianca ad altre già presenti, come nel caso di Honor, Huawei e Samsung.

Anche per Google Fit il rapporto con altre App può essere aperto, in modo da registrare e condividere i dati, ma diversamente da Apple il sistema di Google è consultabile anche online via browser.

Human Activity Tracker

Con più di 1 milione di un download, Human è di sicuro una delle App contapassi, più famose, anche se la filosofia qui non è tanto basata sulla quantità dei passi ma sul tempo speso ogni giorno per la normale attività.

L’App, che ha ricevuto anche il premio come migliore App di settore per iPhone nel 2014, è gratuita e consente anche di visualizzare la media spaziale degli altri utenti (in Italia solo a Milano).

Pacer: pedometro e passeggiata

Pecer è tra tutte forse quella che più si avvicina ad una delle App che monitorano i bracciali. Oltre che come contapassi funziona benissimo come motivazione e mostra anche programmi dedicati per il raggiungimento di obiettivi.

Scegliere un contapassi, i migliori del 2018

Streaks

Vincitrice di un Apple Design Award, Streaks offre non solo la capacità di conteggiare i passi (grazie a Salute) ma soprattutto di regolare la giornata con una serie di attività da fare o da non fare come andare in palestra, non fumare, lavarsi i denti, mangiare sano e molto altro.

Tra tutte è l’unica a pagamento, ma l’utilizzo è davvero consigliato per chi necessita di qualcuno (o qualche cosa) che aiuti nella routine della giornata.

Movesum

Se le vostre necessità sono molto relative allora forse Movesum è l’ideale, grazie ad una interfaccia davvero molto semplice e ad una interazione semplificata per chi non ha tempo da perdere.