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Italia, Francia, Germania e Spagna vogliono tasse più salate per i colossi digitali

La cordata per imporre tasse più elevate ai colossi digitali parte dal Ministro delle Finanze francese, in ogni caso la lettera di intenti è già stata firmata da Italia, Francia, Germania e Spagna. Negli ultimi mesi società come Amazon, Google ma anche Apple e molte altre multinazionali del settore tecnologico sono state colpite dall’antitrust europeo, ma anche dal fisco dei singoli paesi del’eurozona, per regolare la propria posizione fiscale: nelle indagini e nei rimborsi richiesti, il caso più clamoroso è quello di Apple in Irlanda per cui l’Europa ha chiesto un rimborso di 13 miliardi di euro per tasse arretrate equiparate ad aiuti di stato illegali.

Nella nuova lettera firmata da Italia, Francia, Germania e Spagna si dichiara che i colossi digitali dovrebbero versare più tasse nei paesi europei in cui operano, calcolate sul fatturato generato nei rispettivi territori e non più esclusivamente sui profitti, solitamente ricondotti a controllate e filiali che risiedono in nazioni con fiscalità vantaggiosa.


«Non dovremmo più accettare che queste società fanno affari in Europa, mentre pagano importi minimi di tasse ai nostri tesori» scrivono i quattro ministri delle finanze nella lettera riportata da Reuters. Il documento, oltre a portare all’attenzione l’argomento alla Commissione europea e agi altri paesi europei, indica anche alcune possibili linee guida. Per esempio l’importo versato in tasse dai colossi IT dovrebbe essere più vicino alle imposte sulle società esistenti nei paesi in questione, indicando anche una possibile tassa di perequazione per avvicinarsi a questo tetto. Il documento è stato firmato da Le Maire, Schaeuble, Guidonos e da Per Carlo Padoan per il nostro Paese. L’argomento verrà trattato durante un incontro dei paesi dell’Unione europea già programmato a Tallinn nei giorni 16 e 16 settembre.

Secondo alcuni osservatori la discussione per tasse più elevate per i colossi IT rientra ora più rafforzato nell’agenda dei paesi Ue, anche per le possibili mosse attese da parte del Regno Unito. Con la Brexit infatti lo schema di tassazione d’Oltremanica si sgancerà definitivamente da quello dell’Eurozona e Londra potrebbe rivedere al ribasso la propria imposta societaria per risultare una sede più allettante per le filiali dei colossi che operano in Europa.

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