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Apple regala milioni di mascherine e visiere allo Zambia

Milioni di mascherine e visiere anti-COVID prodotte da Apple sono state appena donate al Ministero della Salute dello Zambia. Questa generosa donazione fa parte della collaborazione a lungo termine con (RED) di cui oggi, in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, Apple ha rinnovato il suo impegno.

«Questa fornitura di DPI (dispositivi di protezione individuale, ndr) contribuirà notevolmente a ridurre la trasmissione dell’infezione» spiega Prosperina Mwanza, che gestisce il Mwembeshi Rural Health Centre nello Zambia «La sfida più grande adesso è riprendere i follow-up per l’HIV: le persone hanno smesso di venire perché avevano paura di essere contagiate dal nuovo coronavirus». Questa fornitura include sia mascherine chirurgiche prodotte nelle catene di fornitura di Apple, sia visiere protettive per il viso che sono invece state progettate e realizzate dall’azienda stessa.

Lotta al COVID, Apple regala milioni di mascherine e visiere allo Zambia

«Il Fondo Globale è stato un punto di svolta» racconta Yoram Siame, a capo della Churches Health Association dello Zambia, tra i più grandi fornitori di servizi sanitari non governativi del paese «Siamo stati in grado di riutilizzare parte del denaro per acquistare questo genere di equipaggiamento per la protezione personale dei nostri operatori sanitari e ci ha permesso anche di aumentare i test per il COVID-19. Soprattutto, abbiamo potuto raggiungere la comunità per far capire alle persone cosa significava la presenza di questo nuovo virus per loro e le rispettive famiglie».

Il Cardinal Adam Memorial Hospital, situato a circa 50 chilometri a est del Mwembeshi, ha ricevuto la sua prima spedizione di DPI da parte di Apple giusto poche settimane fa «Questo carico è molto importante perché protegge fisicamente i nostri dipendenti ma li aiuta anche mentalmente, in quanto ora si sentono liberi di svolgere il proprio lavoro in sicurezza» racconta Samson Tembo, un ufficiale militare in pensione che coordina il programma per l’HIV dell’ospedale da un paio d’anni.

«Abbiamo dovuto somministrare farmaci ai pazienti per periodi più lunghi del solito, in modo da ridurre il via-vai qui alla struttura, ma fino ad ora non sapevamo se stavano assumendo i farmaci correttamente. Come medico, ho bisogno di sapere come stanno: se non li vedo regolarmente, come faccio?».

Questo di Apple è solo un ulteriore passo avanti nella lotta mondiale contro il coronavirus. Ricordiamo infatti che l’azienda ha inizialmente collaborato con Google per fornire una tecnologia per il tracciamento dei contatti ed è stata anche tra le prime a chiudere tutti i suoi negozi fisici prima ancora che venissero imposte le chiusure dai vari governi a livello locale.

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