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EPEAT per smartphone, cellulari certificati come ecosostenibili in arrivo

Il Green Electronics Council, fondazione per lo sviluppo sostenibile internazionale, sta pianificando un sistema di classificazione EPEAT per smartphone.

L’Electronic Product Enviromental Tools, questo il significato del nome dell’ente Epeat,un sistema di classificazione che permette di identificare dispositivi conformi a particolari specifiche ambientali, vorrebbe spingere con questa mossa i produttori di telefoni a cambiare le modalità di produzione, packaging e distribuzione dei dispositivi, poiché molte società e governi sono obbligate in fase di acquisto a preferire dispositivi conformi alle specifiche in questione.

L’EPEAT per smartphone dovrebbe essere pronto prima della fine dell’anno e sfrutterà l’UL110 degli Underwriters Laboratories, standard che copre aspetti ambientali e tiene conto di vari parametri riguardanti la salute dell’utente nel corso del normale ciclo di vita di un dispositivo mobile. L’UL110 è al momento una definizione allo stato draft (bozza) e il Green Electronics Council ha fatto sapere di stare collaborando con l’organizzazione affinché esso sia adatto a essere usato come base per lo standard EPEAT.

Lo standard UL110 tiene conto di vari aspetti, compresi i materiali usati per la fabbricazione del dispositivo, le tecnologie di produzione, il packaging usato, l’energia impiegata, la gestione del prodotto a fine vita, ecc. Molti produttori di telefoni hanno contribuito alla definizione, inclusi Samsung, HTC, LG, Kyocera e ZTE; negli USA anche il carrier Sprint ha voluto essere coinvolta. Benché le compagnie telefoniche non debbano necessariamente supportare attivamente lo standard, molte industrie valuteranno la conformità agli standard EPEAT prima dell’acquisto ed è normale che anche i carrier mostrino interesse.

L’EPEAT in questo momento prevede standard per computer, display, dispositivi per l’imaging e televisori. I prodotti sono classificati come “bronzo”, “argento”, “oro” secondo i criteri opzionali rispettati. Un simile sistema per la telefonia cellulare potrebbe rendere più facile il riciclo e meno pericolosa la dispersione volontaria o accidentale dei telefoni nell’ambiente.

Secondo alcuni calcoli risalenti a qualche tempo fa, 4 cellulari al secondo verrebbero abbandonati in discariche abusive o usati come materiale di riempimento in cave e miniere, specialmente nel terzo mondo, con un gravissimo danno per l’ambiente. Basti pensare ai materiali tossici, alle plastiche e ai materiali che degradano solo dopo centinaia di anni e restano nel terreno come materiale inquinante. Un cellulare facilmente separabile dalla sua batteria, realizzato con materiali di qualità riciclabili, potrebbe essere ritirato dai commercianti che vendono il nuovo anche con un potenziale risparmio per il cliente.

Il nome di EPEAT è nella mente degli utenti Apple per una querelle scoppiata un anno addietro: la Mela aveva ritirato i prodotti dal registro green riservato all’IT senza fornire una spiegazione chiara, ma molte fonti (incluse alcune vicine all’EPEAT) sostennero che il design monolitico dei computer Retina, le batterie incollate e altri aspetti del design delle macchine più recenti non avrebbero permesso all’ente di certificare determinate macchine come ecocompatibili. Bob Mansfield, capo della progettazione hardware della casa di Cupertino, ammise poi con una lettera che uscire dall’EPEAT era stato uno sbaglio.  Dopo la decisione di Apple, l’EPEAT rivide i propri standard, prevedendo parametri per i laptop sottili e leggeri come i MacBook Air e Retina, tutti risultati conformi al sistema di classificazione.

EPEAT per smartphone

 

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