Il problema dell’aumento costante dei prezzi delle memorie per colpa della domanda insaziabile di RAM e unità di storage dai vari data center che gestiscono le AI, sta portando alcune aziende a regolarsi di conseguenza.
Asus avrebbe deciso di applicare cambiamenti ai prezzi di listino di alcune “configurazioni” e “combinazioni di prodotti” con conseguenti aumenti che dovrebbero riguardare memorie e unità di storage di laptop, PC e GPU.
La data scelta per l’aumento dei prezzi è il 5 gennaio, in concomitanza del CES 2026 di Las Vegas, manifestazione nel corso della quale molte aziende del mondo IT presentano novità hardware e Asus stessa dovrebbe, come di consueto, presentare tutta una serie di prodotti.
È da un po’ di tempo che circolano voci di un aumento dei prezzi da parte di Asus, e qualcuno ha ipotizzato anche la possibile discesa in campo dell’azienda taiwanese nella produzione delle RAM, voce smentita dall’azienda che ha annunciato di non avere “alcun progetto di investire nella produzione di memorie”.
Le memorie DDR4 resistono
Per correggere in parte il tiro, Asus avrebbe studiato una particolare strategia: puntare i riflettori sulle memorie DDR4 (tecnologia precedente alla DDR5). Fermare il passaggio generazionale consentirebbe, secondo il forum Board Channels, di limitare il problema nel breve periodo, aumentando la sua produzione di schede madri compatibili con la RAM DDR4. La differenza in termini di prestazioni non è così abissale e questa scelta permetterebbe al produttore di proteggersi dalle oscillazioni del mercato. La voce è plausibile ma non è stata ad ogni modo confermata ed è da prendere con le molle.
I prezzi delle memorie RAM e dei chip per le unità SSD sono esplosi nelle ultime settimane. I principali produttori hanno deciso di concentrarsi sui settori dei server AI a scapito dei componenti più di consumo, portando a un incremento dei prezzi senza precedenti. Micron, l’azienda dietro il marchio Crucial, ha annunciato all’inizio di dicembre l’addio al mercato consumer per la memoria RAM e per gli SSD. Diversi big del mondo PC hanno già trasferito l’impennata dei costi sui clienti. Finora Apple non ha aumentato i prezzi ma il problema prima o poi dovrà essere affrontato anche da Cupertino.












